Il TAS non ha creduto all’innocenza di Andrea Iannone e alla tesi della contaminazione alimentare ha quindi optato per la squalifica di quattro anni proposta dalla Wada. Un durissimo colpo per il pilota che ha sempre urlato al mondo intero di avere la coscienza pulita. E anche per Aprilia, che oggi deve completare la sua line up per il 2021 quando ormai la griglia è quasi completata. Cosa farebbe Livio Suppo se ora fosse in Aprilia?

Chi prendere al posto di Iannone?


La situazione non è facile e il piemontese dall’alto della sua esperienza ha detto: "Ora è difficile. Io punterei su un giovane della Moto2 pensando che questi ragazzini terribili, come abbiamo visto Binder e Oliveira, hanno dimostrato che anche con poca esperienza possono essere veloci". Oppure è meglio prendere un pilota che di esperienza ne ha già con moto potenti: "La situazione ti porta a guardare altrove. Chaz Davies è ancora a piedi ed è uno che ogni tanto ha dato filo da torcere a Jonathan Rea, che va molto forte. A volte provare a pensare fuori dal pensiero normale paga".

Davies tra SBK e MotoGP


Proprio il gallese è infatti al momento sul mercato, dopo aver chiuso la sua lunga storia con Ducati, nel team ufficiale in Superbike. Dopo aver ironizzato sul fatto che avrebbe potuto lavorare per Andrea Dovizioso, Chaz Davies era alla ricerca di una sella in un team nelle derivate di serie e sebbene il suo nome fosse molto vicino a quello del team Go Eleven, non è da escludere una chiacchierata per arrivare in MotoGP, tornando così a lavorare direttamente per un’altra casa italiana.

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"Mano pesantissima"


Intanto Aprilia, dopo aver sfilato sul circuito di Valencia in onore ad Andrea Iannone, l’ha accolto oggi nel box spagnolo dove è tornato a salutare la sua squadra e sul suo conto Suppo ha commentato: "Se una persona che ha assunto senza volerlo delle sostanze proibite, averlo squalificato per una stagione è già una punizione esemplare. Evidentemente la WADA non ha creduto a questa tesi e ci è andata giù con la mano pesantissima. Quattro anni sono un’eternità per la vita di uno sportivo".

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