Valentino Rossi chiude il secondo round di Valencia con un 12° posto, risultato poco consono al suo blasone ma da considerarsi un punto di ripartenza dopo sei gare senza punti, stop dovuto al Covid-19 compreso.

Eccezion fatta per l'ottimo Morbidelli, in casa Yamaha si continua a soffrire: Fabio Quartararo è caduto, Maverick Vinales ha concluso la gara in 10° posizione, poco davanti a Rossi e con un best lap praticamente identico a quello realizzato dal pesarese.

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"Jorge ha svolto solo due giornate di test"


Valentino ribadisce la necessità di aver un test team al livello della concorrenza: "C'è un problema di base. Tutte le altre squadre avevano già un test team che girava in Europa con piloti europei, come Pirro, Pedrosa, Bradl. Invece i nostri collaudi si svolgevano in Giappone, utilizzando piste che non c'entrano niente con i tracciati europei", spiega l'italiano.

In questi giorni Meregalli ha spiegato che Jorge Lorenzo in veste di collaudatore non ha dato l'apporto sperato, ma secondo Rossi il maiorchino ha poche responsabilità: "Lorenzo ha fatto una giornata a Sepang, poi è arrivato il Covid e ha svolto una sola giornata a Portimao, a distanza di otto mesi. Bisogna che Yamaha abbia un test team serio".

Il Dottore aveva indicato in Andrea Dovizioso il tester ideale, ma la scelta è ricaduta su Cal Crutchlow: "Mi sarebbe piaciuto Dovizioso, perché è veloce e sensibile, ma comunque anche Crutchlow se ha le motivazioni può portare la moto al limite".

"La Suzuki ha compreso meglio le nuove Michelin"


La Suzuki ha vinto meritatamente il titolo mondiale con Joan Mir e uno dei segreti sta nell'aver compreso al meglio le gomme portate da Michelin in questo 2020, un'altra area in cui Rossi crede che a Iwata debbano migliorare: "Abbiamo problemi di grip al posteriore da quando c'è la Michelin. Fino al 2015 con la Bridgestone eravamo al top, si vincevano i mondiali. Con questa gomma sembra che non abbiamo capito qualcosa. È diventata la gomma della Suzuki, hanno capito qualcosa che noi non riusciamo a sfruttare".

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