Marco Lucchinelli è stato campione del mondo con la Suzuki nel 1981, conquistando cinque vittorie. Da allora, pochi altri sono riusciti a portare a casa l’iride in sella alla moto bianco-azzurra: Franco Uncini, nel 1982, e poi, dopo un lungo digiuno, Kevin Schwantz nel 1993. Altri sette anni sono passati prima del mondiale vinto da Kenny Roberts junior. Ma il gap maggiore è stato proprio da allora: sono stati necessari ben 20 anni perché arrivasse Joan Mir, guidato da Davide Brivio, a riportare Suzuki sul tetto del mondo.

"Bravi Mir e Morbidelli"


Abbiamo chiesto a Marco Lucchinelli cosa pensa di questo mondiale vinto da Suzuki dopo tanti anni.

Mi ha fatto abbastanza piacere, nel senso che la Suzuki mi evoca bei ricordi, sicuramente. E poi sono stati bravi, il team ha lavorato bene e ha fatto parlare di sé solo per le moto. Ci hanno creduto e l’hanno vinto. Mir è stato bravo a conquistare il titolo e gli altri se lo sono fatti portare via… Dovizioso, Miller e tutti quelli con le Yamaha, da Quartararo, a Vinales, dovrebbero anche vergognarsi un po’. Comunque almeno una gara con la Yamaha l’hanno vinta tutti, tranne Valentino.

“Oltre a Mir, mi è piaciuto Morbidelli, perché ha fatto un salto di qualità. Poi non so cosa farà in futuro, però lui se non sbaglio una moto che dovrebbe essere privata, non è quella di Valentino o Viñales, ma quella dell’anno prima… Vedi che faccio bene io, che mi piacciono le moto vecchie?”

"Iannone? Lo hanno castrato"


E’ stato un mondiale un po’ particolare… Cosa ne pensi?

“Sì, è successo un po’ di tutto, dal circuito pericoloso in Austria, alla scelta di Yamaha che ha aperto i motori, alla squalifica di Iannone. Lo hanno castrato, povero, come se fosse stato lui che ha fatto venire il COVID. L’unico difetto che ha è che gli piace la figa e che va giro in Bentley, però il gas glielo dava, e secondo me non possono castrare una persona perché si gonfia le labbra… perché quella roba lì serve per l’estetica. In moto o sai andare o non sai andare, o hai talento o non lo hai. Non esistono sostanze per andare più forte, altrimenti lo saprei… Dargli quattro anni mi sembra che sia una cosa esagerata… sarebbe stato più giusto fargli una multa da 100.000 euro da devolvere per il Coronavirus…

Vi ricordate quando Fenati toccò il freno di Manzi, che sembrava che lo dovessero squalificare a vita? E Manzi faceva il buonista e diceva ‘Fenati mi voleva uccidere’. Ora circola una foto sul web di Manzi che sta dando un calcio a uno…(a Hector Garzò, nelle seconde prove libere del GP della Comunità Valenciana, ndr). E allora, bisogna punire ma non esagerare, e quando le cose succedono agli altri non essere contenti perché le cose possono girare”.

Un mondiale senza Marquez


Secondo te Mir l’anno prossimo potrebbe rivincere il titolo?

I mondiali sono mondiali e quando li vinci nessuno te li porta via, però questo non è il mondiale che ho vinto io vincendo 5 gare, o che hanno vinto altri piloti come Franco (Uncini, ndr)… E’ un mondiale vinto perché Mir ha una bella moto e lui è stato costante. Non gli si possono togliere i meriti, però non c’era Marc Marquez, e l’uomo da battere sarà sempre lui, è il riferimento. Se vinci il mondiale stando davanti a lui è una cosa, se lo vinci perché non c’è… bravo lo sei, magari lo avresti vinto lo stesso, però è sempre un mondiale dove non c’era Marquez".

“Marquez è stato l’uomo nero per Dovizioso, che è arrivato tre volte secondo… Ecco, se avessi dovuto scommettere lo avrei fatto su Dovizioso, su Rossi, perché mancando l’uomo da battere, avrebbero dovuto emergere loro. Invece no, è stato bravo Mir, quindi onore al merito per quello che ha fatto. E poi brava anche sua mamma… ma io perché non sono cresciuto con degli amici così? Con una mamma in casa così…” conclude Lucchinelli con la sua splendida ironia facendo riferimento alla innegabile bellezza della signora Mir.

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