Per tanti la gara di domenica avrà un sapore speciale, compreso Valentino Rossi. Il nove volte campione del mondo infatti correrà la sua ultima gara insieme al team ufficiale Yamaha, ossia il team con il quale ha costruito la maggior parte dei suoi successi nella classe regina.

“Domenica sarà un momento speciale - conferma Rossi - ossia la fine di una lunga avventura. La mia storia con questo team è divisa in due parti, e devo ringraziare per sempre la Yamaha per avermi riaccolto dopo i due anni in Ducati, dato che in caso contrario avrei probabilmente smesso di correre. Nella parte della nostra storia insieme abbiamo vinto meno, ma vi sono stati comunque dei bellissimi ed indimenticabili momenti”.

Nella seconda parte del matrimonio tra Rossi e la Yamaha il 2017 rappresenta un anno quasi cruciale, avendo segnato per la M1 l’inizio di una fase molto altalenante.

“Il passaggio dal 2016 al 2017 è stato cruciale per la Yamaha, visto che da quel momento la moto ha iniziato a soffrire. Non saprei dire però se questo è successo più per demerito di Yamaha o per merito delle altre case, credo che in primis dovremmo cercare di migliorare come gli altri”.

"La Suzuki ha fatto un grande lavoro, Marini paga la caduta di Le Mans"


Chi invece ora sta vivendo una fase molto positiva è la Suzuki, che anche Rossi (al pari di Dovizioso) elogia per la sua semplicità.

“La Suzuki ha fatto un grande lavoro, realizzando una moto più semplice rispetto ad altre. Ha potenziato i propri punti forti arrivando a costruire una moto “rider friendly”, ossia che aiuta il pilota a guidare, il che nell’arco di un campionato è molto importante”.

Tornando a parlare strettamente di Valentino, ora occorre pensare a Portimao, ed a quale obiettivo prefissarsi.

“Spero di essere più competitivo rispetto a Valencia, e spero che la moto si adatti il prima possibile alle gomme ed all’asfalto. L’obiettivo è essere competitivo: è l’ultima gara della stagione e non ho pretese in campionato, quindi voglio solo dare al massimo. Certamente non è stata una stagione facile, e non sono soddisfatto. Ho raccolto pochi punti, e solo in poche gare sono riuscito ad essere veloce, soprattutto dopo Jerez 2. Sfortunatamente non sono riuscito a fare più di un podio: la moto ha dimostrato di poter vincere, quindi se dovessi dargli un voto darei 7”.

In conclusione Rossi dedica un pensiero a Dovizioso e Crutchlow, che domenica saluteranno (forse non per sempre nel caso dell’azzurro) la MotoGP, ed al fratellastro Marini, ancora in lotta per il titolo Moto2.

“Cal ha fatto una grande carriera tra Superbike e MotoGP, ed ho tanti ricordi legati a lui: mi ricordo bene la sua prima vittoria, a Brno sul bagnato, dove io arrivai secondi. Dovi lo conosco da tanti anni, dato che correvamo insieme già a 10 anni con le mini bike, ed anche con lui ho battagliato tante volte. Luca poteva avere più punti a questo punto, ma dopo la brutta caduta di Le Mans ha avuto un momento difficile, anche se non si è fatto particolarmente male. Lo svantaggio è abbastanza grande ora, ma può succedere di tutto”.

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