Nello scorso GP di Valencia, il ventitreenne maiorchino ha visto realizzarsi uno dei suoi più grandi sogni. Al suo secondo anno nella classe regina è diventato Campione del Mondo, il tutto in sella ad una Suzuki: moto che da soli cinque anni è ritornata nelle file del motomondiale

La gioia è tanta, ma per Joan il mondiale non è ancora finito. Sintomo di grande maturità è il suo occhio di riguardo verso il team ed il compagno di squadra, nel  weekend verso cui va incontro:

 stata una settimana difficile, con tante interviste e tanti impegni, ma nonostante ciò sono molto felice. Ora abbiamo una missione: qui cerchiamo di conquistare la tripla corona - ha detto in conferenza stampa -. Sarebbe una stagione estremamente positiva anche se non dovessimo riuscire ad ottenerla, ma se ci riuscissimo sarebbe ancora meglio. Sono totalmente concentrato su questo e molto motivato. Vedremo se avrò il pacchetto che mi possa portare alla vittoria finale".

Questo Gran Premio è un'incognita per tutti, ma il neo-iridato è fiducioso nei confronti della sua Suzuki che, immagina potrà essere molto prestazionale anche sul circuito portoghese.

"Non so cosa aspettarmi perché non ho mai provato la moto qui, senza dubbio è una gran bella pista - ha spiegato Mir -. Con una moto da strada ho potuto fare un paio di giri, era il 2015. È una pista diversa dalle altre, ma credo che la nostra moto possa adattarsi bene sulla carta. Ve lo saprò dire con certezza soltanto venerdì".

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Joan, gran pilota ma anche buon compagno di box


Se negli scorsi gran premi si parlava di strategie di squadra (che non sono affatto servite) per portare Mir alla vittoria del titolo, ora si ragiona da un altro punto di vista. Il compagno di squadra Alex, si trova a soli 4 punti dall'italo-brasiliano Franco Morbidelli.

Potrebbe essere decisivo quindi il posizionamento a fine gare di Joan, che riguardo alla questione si è espresso con queste parole: "Non abbiamo ancora affrontato questa discussione, però se dovessero chiedermi di aiutare Alex non avrei alcun problema a collaborare per far si che raggiunga il secondo posto. Se avessero chiesto ad Alex di aiutarmi ad ottenere il primo posto credo che lo avrebbe fatto, quindi penso sia giusto da parte mia farlo, ma ci dovrà essere la situazione per aiutarlo altrimenti non è rilevante".

Tre sono quindi gli obiettivi dello spagnolo: aiutare il team a portare a casa il titolo costruttori; contribuire in pista per far si che il compagno salga sul gradino del podio finale sottostante al suo e sicuramente fare una bella gara per concludere questo suo 2020 da urlo. Domenica sapremo se sarà riuscito a centrarli tutti.

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