Dopo le due gare a Valencia, continua l'apprendistato di Lorenzo Savadori, che nel GP del Portogallo ha iniziato a stupire tutti. Il cesenate, infatti, è partito con il giusto piglio nel venerdì di Portimao, prendendosi il quarto posto nella prima sessione di prove e la sedicesima piazza nella classifica complessiva di giornata.

Segnali tanto positivi, quelli lanciati dal cesenate, da non lasciare indifferente nemmeno l'amministratore delegato di Aprilia, Massimo Rivola, che ha ammesso che i risultati di Lorenzo potrebbero portare il suo nome sulla lista dei piloti che si contendono la sella lasciata libera dallo squalificato Andrea Iannone.

Un'occasione irripetibile per Savadori, che nel giro di un mese è passato dal paddock del CIV - dove si è laureato campione italiano SBK - a quello del Mondiale, accarezzando il sogno di poterci restare per ben più di tre gare.

"Non riesco ancora a esprimermi al 100%"


Lasciare la RS-GP nelle mani del cesenate sarebbe un grosso azzardo per la Casa di Noale? Non secondo il diretto interessato, che è convinto di avere ancora un bel margine di miglioramento.

"Io se fossi in Massimo, punterei su di me", dice convinto Savadori, avallando la sua candidatura. "Chiaramente, ad oggi, non sto ancora guidando come vorrei, perché mi manca proprio la conoscenza di questa categoria. Bisognerebbe sentire Massimo, però io gli direi di puntare su di me. Mi piacerebbe".

"Non penso di essere un grosso azzardo - continua il tester -. Secondo me, con un po' di tempo, posso arrivare a un buon livello, perché ancora non riesco a esprimermi al 100%. Ci sono ancora abbastanza lontano. Ho bisogno di migliorare il feeling".

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"Servono un po' di gare per adattarsi e per migliorare"


Questione di tempo, quindi, per il fresco campione tricolore, che si trova ancora nel pieno del suo apprendistato.

"Sono in una fase in cui sto capendo la moto, sto capendo la categoria, sto iniziando a capire un po' di più le gomme, ma ancora non sono a livello e non riesco a spingere come vorrei. Quando è ora di fare il time attack, non ho ancora la confidenza di cui ho bisogno per spingermi oltre il 100%", spiega Savadori.

"Sicuramente, in tre gare non riesci a prendere completamente in mano la moto. Anche perché io ho iniziato a lavorare per la prima volta con due moto, che può sembrare una cosa semplice - dici 'hai una moto in più' -. Invece, è un metodo di lavoro completamente diverso, un metodo completamente differente da affrontare sulle gomme. Sicuramente ci vogliono un po' di gare per adattarsi e per migliorare. Chiaramente, quando si è qua in mezzo si migliora in maniera più rapida rispetto che, magari, a girare solo durante i test o in attività di test team".

"È sempre bello girare a Portimao"


Aprilia deciderà di concedere al suo tester il tempo necessario a dimostrare il suo vero valore? Questo è l'interrogativo che troverà risposta in questo fine settimana, in cui Lorenzo, nel frattempo, si gode il ritorno sulle montagne russe che aveva già saggiato con una Superbike.

"È sempre bello tornare qua a girare - conclude Savadori -. È molto bello l'asfalto, anche se ci sono un po' di buche dopo la F1. Però è bellissimo. Qui, anche negli scollinamenti, aiutano parecchio le ali, che in Superbike non avevamo. Però le due moto non si possono paragonare. Le categorie sono veramente molto, molto, differenti. Cambia tutto quanto".

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