Dalle stelle alle stalle. Fabio Quartararo aveva iniziato la stagione da golden boy, ottenendo la sua prima vittoria in MotoGP nella prima gara della stagione, e concedendo il bis già nel secondo appuntamento. Poi però la sua stella si è offuscata fino a spegnersi, come testimonia la 14ª posizione con la quale ha chiuso la sua seconda campagna in classe regina.

“Allo start ho avuto un problema con il dispositivo di partenza - spiega Fabio - così sono partito male ed ho perso posizioni. Pensavo di poter recuperare, ma da metà i miei avambracci si sono induriti, una cosa per me molto strana. Avrei potuto chiudere tra la quinta e l’ottava posizione, ma purtroppo non è stato possibile”.

Il bilancio della stagione non può essere particolarmente positivo per il francese, che però (giustamente) salva il salvabile.

“Quando fai così male nelle ultime sei gare dell’anno è difficile reputare positiva la stagione, ma certamente è un’annata da ricordare, in primis per le tre vittorie ottenute. Per certi versi è stata una grande stagione, ma per altri il contrario, il che è un po’ triste”.

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"Dopo il disastro delle ultime gare credo che Yamaha voglia fare meglio"


Il problema principale di Quartararo pare essere la Yamaha, che pare aver perso la bussola. A scagliarsi più di tutti contro la casa i Iwata è stato Maverick Vinales, che ha incoronato la M1 2016 come la migliore dell’ultimo periodo.

“Sicuramente c’è una soluzione ai nostri problemi. La moto dell’anno scorso per esempio andava molto bene, non so quella del 2016 alla quale ha fatto riferimento Maverick. Dobbiamo migliorare in curva e nell’aderenza al posteriore, ossia i nostri punti deboli. Credo che Yamaha sia molto motivata dopo aver visto che la moto 2020 è stata un disastro nelle ultime gare, e permetterà a noi piloti e Crutchlow di iniziare al meglio i primi test della nuova stagione”.

Il transalpino ad ogni modo è attesa dalla sua prima stagione come pilota ufficiale, dove potrà direzionare lo sviluppo della nuova M1.

“Non ho molta esperienza in MotoGP, ma credo di avere un’idea chiara riguardo a dove e quanto possa migliorare la Yamaha. Questa casa ha fatto tanto moto ottime quindi bisogna credere in loro, ed essere un pilota ufficiale potrà certamente aiutarmi ad esprimere le mie idee”.

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