Il finale di stagione non è andato come sperato per Cal Crutchlow. Dopo le ottime Qualifiche di sabato, infatti, il britannico ha detto addio alla MotoGP con il rimpianto di non aver concluso il GP del Portogallo più in là della 13esima piazza, a causa di un grosso calo della gomma posteriore.

Ma nonostante la delusione, il pilota inglese, che l’anno prossimo sarà collaudatore Yamaha, è conscio di aver dato tutto sé stesso per congedarsi al meglio dal team LCR e dal Motomondiale

“Ho dato tutto durante la gara”


Cal Crutchlow si presenta per l’ultimo media debrief della sua carriera parlando a cuore aperto di quella che è stata la sua gara e delle emozioni provate tagliando il traguardo, per l'ultima volta. “È emozionante fermarsi - esordisce Crutchlow - ho dato tutto me stesso in questa gara. Sono deluso dal risultato soprattutto perché ero in una buona posizione e volevo portare a casa un buon piazzamento, ma ho avuto un grande calo della gomma posteriore dovuto forse all’elettronica. Avevo messo poco traction control in partenza per cui facevo tanta fatica soprattutto in curva 1 andando sempre fuori. Non ho mollato, cercando di portarla a casa. Sono contento di finire perché non ce la faccio più”.

Un problema certificato da uno scatto postato su Instagram per mostrare lo stato della sua gomma posteriore. 

 
 
 
 
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“Ha dato tutto" - scrive l'inglese - proprio come Cal, che parlando del suo stato fisico aggiunge: “Onestamente non ne ho più. A metà stagione, con i miei infortuni e con il mio stato fisico, ho pensato se andare avanti a correre o meno. Ho finito il mio viaggio da pilota titolare, volevo disputare questa gara per battagliare ancora una volta con questi ragazzi.

“Sono ancora veloce ma non posso competere al livello attuale”


L’importante era finire la gara, anche se non ho potuto fare di più”, dice l'inglese tornando a parlare della sua prestazione e dell'errore commesso dietro alla KTM di Pol Espargarò. “Volevo vedere la bandiera a scacchi a fine gara. Vorrei non aver fatto l’errore mentre ero dietro ad Espargarò. Sono andato fuori pista in curva 1 e da lì è finito tutto perché mi sono ritrovato con sei piloti intorno, poi ho fatto un altro errore nel tentativo di recuperare. Se non avessi fatto quell’errore probabilmente sarei riuscito a portare la mia gomma posteriore fino alla fine”.

Mi sento sollevato - continua Cal - perché come ho detto prima non ce la faccio più. Ho vinto in tutti i campionati che ho disputato. Non ho potuto fare di più. Ho sempre detto che non sarei andato avanti e mi sarei ritirato qualora mi sarei alzato senza motivazioni. Ma ho ancora le motivazioni per guidare la mia moto. Sono ancora veloce ma non posso competere al livello attuale. Questa stagione mi ha fatto capire che avrei voluto tornare a casa e fare qualcosa di diverso, continuerò a guidare le moto perché farò il tester per Yamaha. Sarò comunque attivo ma guarderò le gare da casa. Ho avuto una grande carriera ed è stato bello essere il primo inglese a vincere in Top Class da Barry Sheene”.

Pensando alla prossima stagione da tester, Cal inizia a riflettere su cosa gli mancherà di più l’anno prossimo e cosa non gli mancherà: “Mi mancherà non essere in pista, mi mancheranno gli amici. Mi mancherà la competitività, magari la trasformerò in qualcos’altro. Quello che non mi mancherà è ciò per cui ho preso la mia decisione, ovvero i viaggi ma anche la politica che c’è all’interno del paddock”.

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