MotoGP, Casey Stoner: “La mia malattia mi sta distruggendo”

MotoGP, Casey Stoner: “La mia malattia mi sta distruggendo”© Milagro

L'idolo dei tifosi Ducati ha raccontato la sua convivenza con la sindrome da stanchezza cronica, malattia che gli è stata diagnosticata nel 2018. L'australiano riserva un commento anche alla stagione di MotoGP appena conclusa

23 novembre 2020

Casey Stoner combatte da anni contro la sindrone da stanchezza cronica, una malattia che sta condizionando pesantemente vita dell'australiano.

In un'intervista pubblicata da El Mundo l'icona della Ducati ha raccontato la sua battaglia quotidiana: "La sindrone da stanchezza cronica mi è stata diagnosticata nel novembre 2018, due anni fa. Sono passati alcuni mesi in cui ho sentito che il mio fisico si stava deteriorando senza un motivo apparente: andavo ad allenarmi e tornavo scoppiato. Sono andato dal dottore e all'inizio ho sbagliato. La stanchezza cronica non ha cura, ma pensavo che l'avrei trovata, che mi sarei allenato più di chiunque altro e sarei andato avanti. Ma la verità è che questa malattia mi sta distruggendo e non riesco a gestirla", spiega il due campione del mondo.

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"I primi sei mesi dell'anno li ho passati a letto"


Il 2020 di Stoner è iniziato tra molte difficoltà: "Ho passato i primi sei mesi di quest'anno dal letto al divano e dal divano al letto. Riuscivo a malapena ad alzarmi per mangiare. Adesso sto un po' meglio, ho imparato a gestire la mia energia. Inizio la giornata al 50% e l'energia scende finché non mi sento svuotato. Una delle cose più esasperanti è che, anche se fai un pisolino, l'energia non si riprende fino al giorno successivo. Non vi è alcun modo. Tutto questo mi ha fatto ripensare alla mia vita".

"Nelle belle giornate ne approfitto per giocare con le mie figlie e semmai vado a giocare a golf. Ho guidato una moto solo due volte negli ultimi due anni e ho pescato… Beh, non so nemmeno quando è stata l'ultima volta che ci sono andato".

"Marc avrebbe vinto questo Mondiale se avesse corso metà delle gare"


Casey non risparmia un parere sulla stagione del Motomondiale appena conclusa: "Se Marc Marquez si fosse ripreso con pazienza e avesse corso anche solo metà del Mondiale, oggi sarebbe campione. Quest'anno ha dimostrato quanto sia superiore. Prima della sua caduta a Jerez, la sua rimonta ha messo in ridicolo il resto della griglia. La maggior parte dei piloti attuali deve lavorare di più e congratularsi meno con se stessi per competere con Marquez".

"Gli altri piloti si sono persi per strada"


Non manca una frecciata alla nuova generazione di piloti: Quartararo, Vinales e Dovizioso avrebbero potuto vincere il titolo, ma si sono persi per strada. Sono stato sorpreso di vedere che nonostante gli errori commessi, molti piloti sorridevano ancora. Non capisco perchè. Ai miei tempi non era così. Gli attuali piloti sono molto conformisti: sono soddisfatti dei commenti che ricevono su Instagram e quello che succede in pista non li tocca più di tanto. A parte Marc, nessuno lavora abbastanza duramente”.

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