Un GP non facile partendo da dietro, ma terminato con un bel passo e una quinta posizione sotto la bandiera a scacchi: per Takaaki Nakagami la gara di Portimao è stata la degna chiusura di una stagione che, senza gli errori clamorosi di Aragon 2 e Valencia 2, sarebbe potuta finire diversamente. 

Nonostante tutto il giapponese è risultato sia la miglior Honda al traguardo che quella messa meglio in classifica finale, con la decima posizione assoluta. L’anno prossimo Taka sarà ancora nella stessa struttura, con una moto identica a quella di quest’anno e l’esperienza accumulata in questa stagione potrà aiutarlo a non ripetere gli errori commessi in gare chiave.

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“Difficile fare strategie durante la gara”


Quella di domenica per Nakagami è stata la quarta top 5 stagionale, un’altra quinta posizione dopo Aragon 1. Il giapponese chiude l’annata 2020 con un buon quinto posto, rimediando all’errore di Valencia 2 mentre era in lotta con Pol Espargarò. Nell’ultimo media debrief stagionale, il giapponese analizza la sua prestazione in relazione ai tempi di quelli davanti ed intorno a lui. “Non ho visto i tempi sul giro di tutti i piloti - esordisce Nakagami - non è stata una gara facile partendo dalla P11 sulla griglia. Ho dato tutto me stesso durante la gara, alla fine ho fatto anche dei bei tempi facendo segnare il mio best al 23° giro. E’ stato difficile fare una strategia durante la gara ma sono comunque contento per un’altra P5, sono contento della performance”. 

Sulla stagione 2020 e la possibilità di salire sul podio e vincere delle gare dice: “In alcune gare tipo Aragon e Valencia 2 mi sentivo pronto per vincere, in alcune ci ho anche provato. E’ stato difficile gestire la pressione di una potenziale prima vittoria in MotoGP, non sono riuscito a controllare tante cose. La mia confidenza di quest’anno parte dal grande step fatto a fine della scorsa stagione nella quale comunque ho raggiunto delle P4 e P5. Mi è mancato il podio ma ho centrato la mia prima pole ad Aragon”.

Stagione difficile- aggiunge il giapponese - abbiamo corso quasi ogni settimana. Difficile prepararsi per le gare successive. Comunque ho dato il mio massimo in tutte le gare, ho avuto alcune sfortune ma nel complesso sono contento della mia performance quest’anno e non vedo l’ora di iniziare la stagione 2021, userò la stessa moto degli altri piloti Honda perché sono tutte uguali. Spero di poter lottare per il campionato l’anno prossimo”. 

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“Quella di oggi è stata la mia gara migliore”


Nakagami, nel corso del suo ultimo debrief stagionale, racconta quale sia stata la sua migliore gara di quest’anno. “Penso che sia stata questa di Portimao - dice il giapponese - per la performance mostrata durante la gara, per le battaglie in pista. Felice di aver chiuso nel gruppo di testa e molto vicino a Pol Espargarò”. 

Mi serve ancora uno step in avanti dal punto di vista mentale - spiega il nipponico parlando dello step compiuto dall’anno scorso a quest’anno - per la mia carriera è un bene sentire la pressione di una pole o una prima fila perché nella mia carriera prima di quest’anno non avevo raggiunto questi due risultati. Questa stagione ho conquistato la prima fila per tre gare consecutive. Ottenere spesso il miglior tempo nelle prove (10 volte) mi ha dato tante motivazioni”. 

In questo momento non posso dire dove devo migliorare mentalmente - aggiunge Nakagami - ho appena finito la stagione ed ho bisogno di riavvolgere il nastro di quest’anno per capire dove ho sbagliato. Durante questa stagione ho cercato di concentrarmi sulla performance e non pensare agli errori, cerco sempre di pensare alle prestazioni ma qualche volta devo fare un passo indietro per ripensare a tutto. Lo farò durante l’inverno perché abbiamo 2-3 mesi di sosta, resetto la testa e dopo le vacanze di Natale inizierò a pensare al 2021”.

“E’ stato bello avere Cal come compagno di box”


Conclusa la stagione, Nakagami spende parole al miele per Cal Crutchlow, che ha appena lasciato il team per tornare in Yamaha come collaudatore. “E’ stato bello essere suo compagno di box in questi tre anni - spiega il giapponese - ho imparato tanto da lui, specialmente nel mio primo anno in MotoGP. Cal mi ha dato consigli su come guidare la Honda dall’alto della sua esperienza tra Yamaha, Ducati ed Honda. Mi ha spiegato come guidare la moto e sono stati tre anni bellissimi insieme a lui. Ovviamente sono triste adesso, abbiamo avuto modo di lottare in pista, non subito dal primo anno ma dal secondo ed anche quest’anno in alcune gare abbiamo combattuto e l’ho anche battuto. Voglio ringraziarlo per questi tre anni”.

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