Il 2020 di Franco Morbidelli era iniziato con tanta voglia di riscatto dopo un 2019 in cui era stato messo in ombra dal suo compagno di squadra Fabio Quartararo. Invece quest’anno i due piloti si sono scambiati i ruoli e l’italo-brasiliano ha conquistato un importante secondo posto in campionato, come primo pilota Yamaha, pur avendo la M1 più “vecchia” in pista. Ma questo risultato è frutto di un grande lavoro e (anche) di una grande sintonia con il suo capotecnico, Ramon Forcada.

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L'autonalisi necessaria


Alla vigilia della stagione, più volte, “Franky” aveva detto che durante l’inverno aveva lavorato davvero bene, che si era preparato al meglio e che la spinta alla base di questa preparazione impeccabile, il motore da cui è scaturito tutto, era stato proprio la rivalità con Quartararo. Seppur anche la sua stagione fosse stata buona, non reggeva il paragone con quella del francese che da debuttante ottenne sette podi, di cui cinque secondi posti e più volte lottò con Marc Marquez per la vittoria.

Quattro mesi dopo possiamo dire che aveva ragione, e a dirlo è soprattutto la classifica iridata. Dopo un’attenta autoanalisi e un grande lavoro dietro le quinte e con il suo team, il “Morbido” è sceso in pista deciso a mostrare la miglior versione di sé stesso e così ha fatto.

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I successi del 2020


Il quinto posto a Jerez è stato l’inizio positivo e misurato dell’italo brasiliano e una settimana dopo sulla stessa pista spagnola la sfortuna si era messa di mezzo, togliendolo dalla lotta per il podio per un guasto tecnico. Ma le soddisfazioni sono arrivate ben presto e sul circuito di “casa” a Misano, Franco ha esaudito uno dei suoi desideri: vincere una gara di MotoGP. Con distacco, peraltro, senza lasciare la possibilità agli avversari di replicare. Per la prima volta il 25enne ha mostrato davvero di che pasta è fatto e ha messo la sua prima firma nel mondo della categoria regina.

Il successo poi l’ha replicato ad Aragon e a Valencia, ottenendo proprio come il suo compagno di squadra Quartararo il maggior numero di vittorie stagionali, tre, ma grazie al lavoro a testa bassa e all’incredibile feeling con il suo capotecnico Ramon Forcada è stato l’unico pilota Yamaha a calcare il podio iridato, rompendo il dominio Suzuki, tra Joan Mir e Alex Rins. Perlopiù con l’unica Yamaha M1 del 2019 in pista, staccando di ben 26 punti il secondo pilota Yamaha in classifica, Maverick Vinales, sesto. Mentre il francese è uscito lentamente di scena, complice qualche errore di troppo, un po’ di sfortuna e forse una non buona gestione della pressione.

In pochi, probabilmente, a inizio stagione avrebbero pensato a Franco come il possibile vice-campione 2020. Invece l'ex iridato in Moto2 è riuscito a sbaragliare ogni pronostico, ha dimostrato a Yamaha il suo vero valore pur non usando il materiale più recente, ha meritato di chiudere tra i migliori e si presenterà nel 2022 nella rosa dei favoriti al titolo. Là dove quest'anno ha ampiamente dimostrato di poter e saper stare.

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