Dopo il GP del Portogallo è terminato il matrimonio tra Valentino Rossi e il team ufficiale Yamaha, un rapporto lungo e pieno di momenti più o meno belli, vissuti insieme.

I dati parlano di 4 titoli mondiali piloti conquistati, 225 GP, 56 vittorie e 142 podi: numeri altissimi, figli di un'unione, quella tra Rossi e la M1, che ha scritto una pagina importante della storia del Motomondiale.

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Rossi-Yamaha, invincibili (o quasi) dal 2004 al 2010


"La mia storia con la Yamaha è stata divisa in due parti, la prima parte e la seconda parte: come in un film, primo tempo e secondo tempo. Il primo tempo è stato indimenticabile, sportivamente parlando abbiamo quasi sempre vinto", è il riassunto dello stesso Valentino al termine di 15 stagioni vissute all'interno dello stesso box.

Il primo tempo della pellicola è quello che ha consegnato i protagonisti alla gloria eterna: durato dal 2004 al 2010, ha permesso a Rossi di vincere al debutto sulla moto giapponese, lasciando la dominante Honda, continuo a vincere nel 2005, 2008 e 2009. Nel mezzo, le stagioni 2006-2007, quelle del titolo vinto da Hayden prima e da Stoner l'anno dopo. La conclusione arriva nel 2010, stagione dell'infortunio del Dottore al Mugello e della definitiva consacrazione di Jorge Lorenzo, nuova star della classe regina.

Il ritorno in Yamaha dopo l'esperienza in Ducati


Valentino decide di prendersi una pausa, passando in Ducati. Il 2011 e 2012 sono gli anni della sofferenza, nei quali il pilota di Tavullia decide di tornare sui suoi passi. È qui che inizia il secondo tempo: Rossi torna in Yamaha e rimane nella squadra ufficiale dal 2013 al 2020. Zero tituli, parafrasando Jose Mourinho, ma tante emozioni come il Mondiale sfiorato nel 2015.

"La Yamaha mi ha dato la possibilità di tornare nel team ufficiale dopo due anni deludenti con la Ducati, quando già ero abbastanza grande. Per questo sarò per sempre grato alla Yamaha: era un momento della mia carriera molto difficile, ero piuttosto disperato, senza quella possibilità forse avrei anche smesso", è l'ammissione dello stesso Rossi ripensando a quel periodo.

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Rossi-Petronas, un'avventura da scrivere


Adesso sta per iniziare un nuovo capitolo, prima che sopraggiungano i titoli di coda, quello dell'avventura con il team Petronas al fianco dell'allievo Franco Morbidelli. Per Rossi sarà un ritorno al passato, visto che non corre per una squadra privata dai tempi del debutto in 500. Cosa ci si può aspettare dal 2021 di Valentino? L'obiettivo è quello di divertirsi, cercare una performance migliore sia a livello personale che tecnico, dopo un 2020 complicato tra positività al Covid-19 e difficoltà tecniche.

"Il team ufficiale ha dei vantaggi, c'è più gente che lavora sulla moto. Però ci sono svantaggi, tipo tante cose da testare per la Yamaha. Nei team satellite ci si concentra solo sulla performance. Ultimamente sembrano funzionare più dei team ufficiali", ha dichiarato Rossi dopo la gara di Portimao.

Chissà che il nove campione del mondo non riesca a togliersi qualche altra soddisfazione, prima di scrivere la parola 'fine' sulla sua interminabile carriera.

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