Il Project Leader del team Suzuki MotoGP Shinichi Sahara sa di aver vissuto un 2020 da incorniciare, grazie al titolo mondiale conquistato da Joan Mir nella classe regina del Motomondiale.

“È qualcosa di miracoloso", spiega Sahara. "La Suzuki ha vinto il Campionato del Mondo MotoGP e il Campionato del Mondo Endurance, ed è successo in questo anno così storico per noi (100° anniversario dalla fondazione dell'azienda e 60° dal debutto nelle corse, ndr)".

Il segreto del successo sta nel lavoro di squadra


"Non mi aspettavo un risultato del genere. Il lavoro di squadra è stato eccezionale, ogni singolo membro del personale ha svolto il proprio lavoro in modo eccellente. Il mio telefono non ha smesso di squillare per giorni, erano così felici in fabbrica. E l'ufficio del reparto corse era pieno di fiori, regali e cartoline!".

In qualità di Project Leader, l'aspetto più impegnativo per arrivare a questi risultati è stato lo sviluppo di ogni singola componente: "Da un punto di vista tecnico, il pacchetto base della GSX-RR era buono, ma dovevamo migliorare anno dopo anno. Molti piccoli miglioramenti sulla moto hanno funzionato per rendere l'intero pacchetto più competitivo, quindi è stato un processo dettagliato e complicato".

Un bilancio della stagione di Mir e Rins


Il risultato ottenuto da Joan Mir è stato inaspettato per molti, ma non per gli uomini Suzuki: "Credevo che Joan sarebbe potuto diventare un top rider molto rapidamente. Anche se non mi aspettavo che sarebbe stato in grado di farlo quest'anno, lo pensavo in vista 2021. È diventato sempre più forte, si è adattato molto rapidamente. Tuttavia, non abbiamo mai avuto dubbi sul suo potenziale e sulla sua velocità".

Più difficile la stagione di Alex Rins, infortunatosi a Jerez: "L'infortunio che ha patito Alex è stato un peccato, ma si è ripreso al meglio. Sono soddisfatto di come si è rialzato, ha continuato a spingere per ottenere grandi risultati. Quando è al 100% è molto costante e veloce: semza la battuta d'arresto, credo che avrebbe lottato per il titolo con Joan fino agli ultimi istanti della stagione. Alex ha uno stile di guida abbastanza diverso da Joan, ma sono molto vicini in termini di prestazioni", ha concluso Sahara.

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