Alex Marquez è stato senza dubbio uno dei piloti sotto la lente d’ingrandimento durante la stagione 2020, per svariate ragioni. In primis per il pesante cognome, come nel caso di Mick Schumacher per restare in tema con l’attualità, ed in secondo luogo per l’importante mezzo avuta in dote, ossia la seconda RCV 2020 del team Repsol. Con quest’ultima lo spagnolo ha faticato nella prima parte di stagione, per sorprendere gran parte sia degli addetti ai lavori che dei tifosi, centrando due podi ed altri solidi piazzamenti.

“La prima stagione in MotoGP è stata positiva – apre Alex - specie la seconda parte. Nei test di Misano ho fatto un grande passo avanti, facendo alcune modifiche sull’assetto, che mi hanno permesso di raccogliere dei buoni risultati nelle gare successive. Sono felice di aver regalato delle soddisfazioni al mio lato del box, che negli ultimi anni ha vissuto diverse difficoltà: l’adattamento alla categoria non è facile per un debuttante, ma tutti i ragazzi mi hanno dato davvero una grande mano”.

Il tema centrale resta la grande crescita avuta da Marquez jr nella seconda parte dell’anno, che lui motiva con una serie di fattori.

“E’ stata una combinazione di elementi. Gara dopo gara ho capito i segreti della moto, e la mia confidenza in sella è aumentata, così sono riuscito a migliorare i miei risultati. Nella giornata di test a Misano ho lavorato prettamente sull’anteriore, per curvare meglio ed in meno metri, cosa che mi davvero aiutato nel proseguo dell’anno. Non credo che la firma del nuovo contratto abbia contribuito al mio miglioramento, e non mi reputo assolutamente retrocesso, dato che avrò lo stesso trattamento del 2020. E’ piuttosto un modo per fare esperienza”.

Alex sottolinea come serva tempo per entrare completamente nella dimensione MotoGP, molto diversa da quella delle classi minori.

“Tutto cambia una volta in MotoGP, ad iniziare dalla vita nel paddock, che è molto più densa di impegni. Anche nel box c’è molto più da fare, ci sono tanti dati da guardare, e devi imparare a selezionarli a seconda delle situazioni, perché controllare tutto è davvero impossibile. Il mio approccio al weekend di gara è cambiato, per varie ragioni, e la cosa mi piace”.

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"LCR? Sarò in un team più calmo, con meno pressione addosso"


Ora però è tempo di pensare al 2021, che per Marquez coinciderà con l’approdo nel team LCR.

“Non penso che dovrò ripartire da zero, dato che avrò al mio fianco tanti tecnici con tanta esperienza, compreso l’elettronico David Garcia, con cui ho lavorato già in Moto2 e che sicuramente mi aiuterà a conosce tutto il team. Tutto appare molto interessante: sarò in un team più calmo, con meno pressione, che certamente potrà aiutarmi”.

Alex rimane realista circa i suoi obiettivi, tra i quali già da oggi non figura il titolo mondiale.

“Al momento devo concentrarmi solo sui primi test di febbraio e sul resto della pre stagione, poi potrò pensare ad un obiettivo. Non credo di poter lottare per il titolo: non sono pronto e non ho ancora la giusta esperienza, non avendo ad esempio calcato con questa moto tutte le piste del normale calendario. Mi piacerebbe riuscire ad essere regolarmente nei primi otto o dieci, entrando più volte possibile in top five”.

L’ultima battuta il numero 73 la riserva sul pacchetto tecnico che aspetta lui e Nakagami, e proprio sul futuro rapporto con il giapponese.

“Sia io che Taka avremo la moto del 2021, quindi potremo entrambi lavorare con Honda per migliorare il più possibile il pacchetto. Sarebbe utile riuscire a sfruttare al meglio la tanta potenza a disposizione, cosa possibile finora solo in alcune piste. Avere Nakagami come compagno sarà interessante, abbiamo un bel rapporto ed è certamente un pilota molto veloce”.

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