Negli ultimi giorni il team Gresini Racing ha annunciato il suo ritorno da team indipendente a partire dal 2022 in MotoGP, quando le strade con Aprilia si separeranno. L’ex pilota di Imola, Fausto Gresini, ha firmato un contratto quinquennale con IRTA e Dorna e ora è pronto a lavorare su questa ambizioso, ma emozionante sfida che lo attende.

Da cosa nasce questo nuovo progetto?
«Aprilia ha scelto di fare la sua strada e quindi di fare un team factory a tutti gli effetti. Noi invece abbiamo siglato un accordo con IRTA e Dorna fino al 2026. Per noi è importante e strategico, rappresenteremo così tutte le categorie e non vediamo l’ora di iniziare questa nuova sfida».

A livello personale cosa ti dà questa decisione?
«Tante emozioni e tanti stimoli. Abbiamo tanta voglia di fare e di dimostrare. Nella nostra storia di Gresini Racing siamo sempre stati un team importante, abbiamo vinto 14 Gran Premi, per tre volte siamo stati i vice-campioni del mondo di MotoGP e l’obiettivo è quello di essere ancora lì per far sognare i nostri tifosi e divertirci. Fondamentalmente siamo noi i primi tifosi di noi stessi, siamo innamorati di ciò che facciamo. Questa MotoGP mi dà tanta carica, voglia di rimettermi in gioco e “mi dà gusto”, come si dice qui da noi in Romagna».



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Qual è il tuo ricordo più bello da team indipendente in MotoGP?
«Ne ho tanti belli, come purtroppo ne ho tanti di brutti. Quello più bello è stato il primo Gran Premio vinto da Sete Gibernau dopo la scomparsa di Dajiro Kato, in Sud Africa, proprio nel GP successivo alla tragedia. Si può immaginare l’emozione mista a rabbia. Da lì abbiamo fatto tanti bei risultati, abbiamo portato Gibernau a laurearsi vice-campione del mondo. Abbiamo portato Marco Melandri in Honda, anche lui ha vinto tante gare ed è arrivato secondo in campionato».

Continuando su questa strada dove vuoi arrivare?
«Non mi sono mai posto limiti. Sono già “grande”, ma ho sempre dei sogni nel cassetto e mi piace continuare a sognare, fare quello in cui credo e ciò che mi piace. Fino a quando avrò questo entusiasmo continuerò. Spingersi sempre più avanti non è mai sbagliato. Poter lottare ancora per il titolo mi piacerebbe molto, ultimamente i team indipendenti lo stanno facendo, quindi perché no?»

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Il tuo nome è presente in tutte le quattro classi iridate, cosa significa questo per te?
«È la mia vita. È quello per cui ogni mattina mi alzo. Non mi stanco mai, ho sempre grinta e voglia di dimostrare e avere degli obiettivi. Poi siamo un gruppo di lavoro, siamo oltre 70 persone, è bello oltre a essere una responsabilità importante. Sento anche questo, e in questi momenti così particolari ancora di più».

A che punto siete del progetto 2022?
«Intanto abbiamo gettato le basi, è ancora una responsabilità maggiore, ma ce l’ho un po’ nel dna. Mi piacciono le sfide e sono pronto. Ora abbiamo davanti a noi un anno in cui correremo con Aprilia e spero che il prossimo anno si facciano ulteriori step in avanti per portare questa moto finalmente almeno a un meritato podio. Mi piacerebbe succedesse con il marchio Gresini Racing».

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L’unica certezza del nuovo progetto oggi è il pilota Fabio Di Giannantonio.
«Sì, abbiamo già deciso di portarlo nella top class. Fabio ha debuttato con noi nel Mondiale, siamo diventati vice-campione del mondo in Moto3, poi ci ha lasciato in Moto2 e adesso lo ritroviamo proprio qui e lo portiamo in MotoGP. Questo è il nostro obiettivo: avere una filiera e poter portare un pilota dall’inizio fino alla massima categoria. Questo è un sogno nel cassetto che piano piano si sta avverando».

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