Il 2020 della Ducati in MotoGP si è concluso con la vittoria del titolo costruttori - risultato che a Borgo Panigale mancava dal 2007 - ma senza l'agoniato titolo piloti, finito nelle mani di Joan Mir.

Paolo Ciabatti, direttore sportivo di Ducati Corse, sa di aver perso una grossa occasione per centrare il bersaglio grosso: "Abbiamo avuto in Andrea Dovizioso il più forte sfidante di Marc Marquez negli ultimi tre anni. Quando è apparso evidente che il campione del mondo avrebbe saltato molte gare e poi non avrebbe corso affatto nel 2020, è arrivata per noi e Andrea la migliore occasione di ottenere finalmente questo titolo, ma la stagione non è andata come ci aspettavamo", ha ammesso in un'intervista rilasciata a Speedweek.

La Desmosedici GP20 si è dimostrata veloce in molte occasioni, ma senza la costanza necessaria per battere la Suzuki: "La Ducati è stata competitiva e abbiamo lottato per il podio in tutti i Gran Premi, ad eccezione di Aragon e Valencia-1, ma abbiamo ottenuto questi risultati con cinque diversi piloti. Ci è mancata la costanza ad alto livello con un solo pilota", ha continuato Ciabatti.

Affidabilità e pneumatici


A rendere complicata la stagione della Casa bolognese non è mancato qualche problema di affidabilità: "Devo ammettere che abbiamo anche avuto alcuni problemi tecnici che normalmente non ci capitano, ad esempio Bagnaia e Miller si sono ritirati una volta per problemi al motore. Ma non dimentichiamo che è stata una stagione molto strana: a causa del blocco, molti test sono stati annullati", ha analizzato il ds Ducati. "I reparti corse dei costruttori europei hanno dovuto chiudere per almeno due mesi, mentre i concorrenti giapponesi sono stati risparmiati".

Le difficoltà della Ducati sono state acuite dal nuovo pneumatico posteriore introdotto dalla Michelin, poco congeniale alle caratteristiche della GP20: "Sì, questo pneumatico posteriore è stata una sfida per tutti i piloti. I piloti hanno dovuto cambiare il loro stile di guida per poter sfruttare il potenziale di questi pneumatici", ha spiegato Ciabatti. Nei giorni scorsi, anche Danilo Petrucci aveva raccontato le grosse difficoltà incontrate con la nuova mescola, emerse durante i test di Sepang svolti a febbraio.

I complimenti alla Suzuki


Il manager italiano non ha lesinato complimenti a Mir e alla Suzuki: "Mi tolgo il cappello di fronte alla Suzuki e Joan Mir perché sono stati i più costanti tra tutti i contendenti al titolo. Joan ha vinto solo una gara, ma probabilmente avrebbe vinto il primo GP di Spielberg se non fosse stata esposta la bandiera rossa. Tuttavia, è insolito che tu possa diventare campione del mondo MotoGP con una sola vittoria. Quest'anno la costanza ha contato più di ogni altra cosa".

La vittoria tra i costruttori


La soddisfazione per il titolo costruttori rimane, ma anche qui Ciabatti rimane realista: "Non dobbiamo dimenticare che la Ducati ha vinto il campionato costruttori per la prima volta dal 2007, ma non vogliamo nascondere il fatto che ce l'abbiamo fatta perché la Yamaha è stata privata di 50 punti". Il riferimento è alla decisione della Federazione di sanzionare la Yamaha per non aver rispettato il protocollo che richiede di ottenere l'approvazione unanime da parte della MSMA per procedere alle modifiche tecniche, decisione arrivata alla vigilia del primo GP di Valencia.

"Siamo contenti di questo titolo, ma il Mondiale piloti ci è sfuggito", ha ribadito il ds della Rossa. "Con Marc Marquez fuori dai giochi, forse avremmo avuto la migliore possibilità di vincere questo titolo mondiale. Purtroppo abbiamo perso questa grossa opportunità".

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