Joan Mir è arrivato in breve tempo a conquistare il titolo di Campione del Mondo MotoGP, dopo due sole stagioni trascorse nella classe regina.

Un risultato raggiunto con costanza e dedizione, ma con la consapevolezza di avere ancora ampi margini di miglioramento, non tanto nella gestione gara quanto in qualifica.

Frankie Carchedi, capotenico di Mir, lo sa bene: “Abbiamo dovuto vincere un campionato qualificandoci al massimo in terza fila. Abbiamo ancora molto da fare, specialmente in qualifica", ha detto Carchedi a Bikesportnews.

“È evidente negli ultimi anni che non ci siamo qualificati al meglio, ma è anche vero che Iannone era sulla stessa moto due anni fa ed era quasi il contrario. Era molto, molto veloce sul giro secco, forse faticava un po' di più sulla distanza di gara. È una sfida piuttosto eccitante perché sappiamo che c'è molto potenziale da tirar fuori", ha ricordato il tecnico italiano.

Tanto affinamento tecnico


Carchedi ha svelato alcuni retroscena del lavoro effettuato nel box di Mir: "Quest'anno non ha mai toccato una pedana, la posizione dei semimanubri o altro. Siamo stati noi a dirglielo, eravamo arrivati ??a un punto in cui non ne parlava nemmeno".

Un altro campo in cui è stato effettuato un grande lavoro è quello della gestione gomme: "A essere sincero, è probabilmente uno degli ambiti in cui è stato fatto molto lavoro, non solo da lui, dalla Suzuki in generale", ha continuato Carchedi. "È qualcosa su cui abbiamo lavorato tutto l'anno scorso. Quando dico tutto l'anno scorso, è stato durante ogni sessione, in ogni curva, utilizzando i dati accumulati in precedenza e quelli di Alex (Rins, ndr)".

A sorprendere Carchedi sono state le capacità mostrate dal pilota maiorchino in frenata: “Sembra che riesca a frenare più tardi. È un'arte, che consiste nella combinazione tra freno anteriore e posteriore, di come ferma la moto e apre il gas. Il suo vero talento naturale è frenare in quel modo".

Stagione 2021 senza Davide Brivio


Se vincere il Mondiale è stato difficile, per Mir sarà ancora più difficile riconfermarsi: gli avversari saranno ancora più agguerriti e non potrà più fare affidamento su un figura chiave come Davide Brivio, in partenza verso la Formula 1 dove lo aspetta il team Alpine.

Un'assenza che rischia pesare parecchio all'interno del box giapponese, visto il grande contributo dato alla causa dal manager brianzolo.

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