L'epopea di Davide Brivio in Suzuki è ormai terminata: il manager brianzolo ha deciso di salutare la Casa giapponese per passare al mondo delle quattro ruote, diventando Racing Director del team Alpine in Formula 1.

È giunto quindi il momento di stilare un bilancio di questa esperienza e svelare qualche interessante retroscena. A rivelarne alcuni è stato lo stesso Brivio al sito della MotoGP, raccontando com'è avvenuto il suo primo contatto con gli uomini di Hamamatsu. 

"All’epoca avevo lasciato la Yamaha e stavo lavorando a livello personale per Valentino Rossi. Sahara, project manager della Suzuki, mi contattò tramite Facebook: fu una cosa molto strana perché non usavo Facebook", ha svelato Brivio. "Mi chiedeva di Rossi, cosa stesse facendo e quali erano le sue intenzioni per il futuro. La Suzuki volevano tornare in MotoGP nel 2014 e mi chiesero se Valentino fosse stato disponibile a correre con loro”.

Il rifiuto di Valentino


“Io ne parlai subito con Vale, mi disse però che la Suzuki non era un’idea molto eccitante. Valentino voleva tornare in Yamaha. Così, educatamente, ho detto a Sahara che Rossi non era interessato. Quindi, abbiamo iniziato a parlare e lui ha detto: ‘Se formassimo una squadra in Italia, saresti interessato?’. Dissi di sì e inizai ufficialmente il mio lavoro il 1 aprile 2013. L’idea era di testare quei mesi e iniziare nel 2014, ma ci dissero che tutto era stato posticipato di un anno, che saremmo entrati nel 2015″, ha spiegato il manager italiano.

L'arrivo di Mir


Un altro momento chiave del periodo in Suzuki è rappresentato dalla scelta di ingaggiare Joan Mir. "Nel 2018 dovevamo decidere la squadra per il 2019. Il progetto Rins stava funzionando e cominciava a emergere l’idea di ripetere l’esperienza di Rins con un altro giovane. Iniziai a pensare a Joan Mir perché rimasi colpito dal fatto che avesse vinto il campionato Moto3 vincendo ben dieci gare“.

"Joan aveva un’opzione per andare in Honda, ma bastò una chiacchierata per convincerlo. Gli dissi: ‘Metti da parte l’opzione, se potessi scegliere tra Honda e Suzuki, cosa faresti?’ Mi rispose: ‘Vorrei andare alla Suzuki'. Mi disse che era una moto più adatta al suo stile, al suo corpo, all’altezza. I miei occhi si illuminarono. Così mi dissi: ‘È l’uomo giusto“.

Vedendo i risultati ottenuti nel 2020, prendere Mir è stata una scelta decisamente azzeccata.

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