Andrea Dovizioso si prepara a un 2021 lontano dal Motomondiale: poteva accettare il ruolo di tester in Yamaha, ma l'idea non ha stuzzicato la fantasia del forlivese, ora ai box in attesa di un progetto convincente, ma senza alcuna fretta di tornare in pista. 

"Sinceramente non mi sentivo ancora pronto per fare semplicemente il tester. Con questo non voglio dire che il collaudatore sia un lavoro poco importante, però io mi sento ancora un pilota. In questo momento particolare, mi sento un pilota di motocross", ha spiegato Andrea ai microfoni di Sky Sport.

 
 
 
 
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"Sono abituato a fare le cose per bene"


L'ipotesi Honda per sostituire l'infortunato Marc Marquez è l'unica opzione rimasta in piedi per rimanere nel giro della MotoGP, ma Dovizioso non sembra dannarsi l'anima: "Io sono aperto, però in questo momento non sto cercando un posto per rientrare a tutti i costi. Mi interessano soltanto progetti di un certo tipo, di conseguenza se ci sarà la possibilità di tornare in MotoGP nel 2021 o nel 2022 sarò il primo a essere contento nel parlarne, altrimenti non c’è nessun problema".

Se arrivasse una chiamata da parte della Casa di Tokyo, Dovizioso cosa farebbe? "Dipende da cosa propongono, non si tratta di una semplice chiamata. Ci deve essere un progetto, una voglia nel provarci insieme", ha continuato il campione del mondo 2004 della classe 125. "Se dovesse esserci un’idea di questo tipo, magari per il 2022, sarò il primo a essere contento. Sono abituato a fare le cose per bene, quindi se c’è l’intenzione e la voglia da parte di entrambi se ne può parlare. Come dicevo, non sto cercando semplicemente di correre in MotoGP, altrimenti l’avrei potuto fare in un altro modo".

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