Loris Reggiani è da sempre uno dei più attenti osservatori del Motomondiale e delle sue dinamiche. Dopo aver partecipato a tutte le classi del Mondiale dal 1980 al 1995, l'ex pilota di Forlì è stato per anni commentatore televisivo e non ha mai rinunciato a esprimere le proprie opinioni. Con la stessa filosofia ha affrontato questa breve chiacchierata con Motosprint.

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"Morbidelli è costante, a differenza di Quartararo"


Il Mondiale 2021 vedrà il debutto in MotoGP di due giovani italiani, Marini e Bastianini.

"Luca ed Enea andranno forte, ma non subito. Io mi aspetto molto da Franco Morbidelli, più che dagli esordienti. Lo vedo in lotta per il titolo: guardando tutte le gare della scorsa stagione, è stato il più veloce delle Yamaha. Vedendo ciò che ha fatto in Moto2, quando arriva a un certo livello poi ci rimane. È costante, a differenza di Quartararo che si perde un po'".

Rimanendo in casa Yamaha, quest'anno Maverick Vinales non avrà una presenza ingombrante come quella di Rossi dall'altra parte del box.

"Vinales ha dimostrato di essere psicologicamente debole. Rossi gli creava qualche problema, ma temo che con Quartararo sarà ancora peggio. Perché con Valentino sapeva cosa aspettarsi, con Quartararo sarà una sorpresa. Fabio è più giovane, a volte va forte di lui. Potrebbe soffrire ancora di più"

"Rossi? Non lo vedo più da titolo"


Valentino che, a sua volta, si ritrova a dover disputare quella che potrebbe essere la sua ultima stagione in un team privato, il Petronas Sepang Racing Team.

"Valentino non credo che farà meglio del 2020, anche se all'inizio con più motivazione potrebbe essere più competitivo. Non lo vedo più in lotta per il titolo. Se tutto dovesse andare per il verso giusto, potrebbe portare a casa la vittoria di un Gran Premio".

Il campione del mondo Joan Mir, dovrà fare a meno di Davide Brivio.

"Non ho mai pensato che un team manager potesse fare la differenza. In pista ci vanno i piloti. Le scelte erano già state fatte, Davide va via ma Rins e Mir restano. Brivio ha creato la squadra, ormai è fatta e non credo sarà così facile disperderla. Mir può riconfermarsi ma sarà dura. Nel 2020 stato costante e competitivo, ma io vedo Morbidelli come l'uomo da battere".

"Su Marquez penso che ci nascondano qualcosa"


Passiamo al caso Marquez. Il pilota continua il percorso di recupero, ma il suo rientro a Jerez a pochi giorni dall'infortunio fa ancora discutere.

"La responsabilità è del pilota. Scaricare responsabilità sugli altri è qualcosa che capirei se fosse un ragazzino. Ma un campione del mondo di 27/28 anni dev'essere adulto. È un po' come quando per la storia del fisco Valentino Rossi si cercò di scaricare la colpa sul manager. Un pilota deve prendersi la responsabilità delle scelte che fa. Non si può pensare che un dottore ti obblighi a salire in moto, specialmente un pilota con la personalità di Marquez. Lui o Valentino non si fanno condizionare dall'esterno, fanno quello che vogliono".

"Un po' come nel 2015, quando Marquez fece di tutto - secondo me - per far perdere il Mondiale a Rossi. La Honda non ha potuto dire nulla, buttando via un paio di doppiette nelle ultime gare di quella stagione" .

Si parla tanto della placca rotta aprendo una finestra.

"Lui non si è rotto la placca provando a rientrare a Jerez o aprendo la finestra. Ci nascondono qualcosa e probabilmente non lo sapremo mai. Secondo me si fatto male allenandosi. Non so se in bici o in motocross come penso io, ma la responsabilità è sua. Mi spiace non vederlo in pista perché Marquez è uno spettacolo, è una mancanza, ma è anche vero che i campionati sono andati avanti lo stesso".

Una situazione che forse poteva essere gestita diversamente.

"Sicuramente se un medico ti dice che con quella placca puoi fare quello che vuoi, la colpa può essere anche del medico. Dalla mia esperienza, se il Dottor Costa mi diceva 'se non hai problemi, puoi correre', ci credevo ma mi accorgevo se potevo farlo o no, è il corpo a dirtelo".

"Honda-Dovizioso, dipende dall'offerta"


Si vocifera di Andrea Dovizioso come possibile sostituito di Marquez.

"Dipende solo dalla Honda. Se fossi in Dovizioso, e la Honda mi offrisse un'apparizione spot, direi 'arrivederci e grazie'. Se offrissero di correre un paio di anni, sarebbe un altro discorso. Vedo la Honda ancora troppo dipendente da Marquez".

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