Jonathan Rea e la MotoGP si sono sfiorati, senza mai avvicinarsi concretamente. Non che Johnny possa ritenersi deluso: i 6 Mondiali vinti in Superbike bastano a testimoniare la grandezza di uno dei piloti più forti di sempre, ma che non ha mai avuto la possibilità concreta di correre in pianta stabile tra i prototipi.

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I colloqui con Suzuki e Honda


"Il mio agente ha parlato con la Suzuki due anni fa, ma non avevano alcun interesse a prendere un pilota al di fuori del paddock della MotoGP o della Moto2", ha spiegato Rea al podcast Paddock Pass.

I colloqui con la Suzuki sono avvenuti nel 2018, anno in cui il pilota della Kawasaki aveva parlato anche con la Honda per sostituire Pedrosa nella stagione successiva: "Ero pronto e disponibile quando la Honda cercava un sostituto per Dani Pedrosa. Ma alla fine Jorge Lorenzo ha ottenuto quel posto".

"Molti dicono che dovrei andare in MotoGP e accettare la scommessa, ma in realtà ci sono state solo conversazioni, non c'è mai stato un punto della mia carriera sportiva in cui avevo due contratti sul tavolo e dovevo decidere quale avrebbe funzionato", ha continuato il nordirlandese.

"Quando mi guardo indietro e vedo cosa ho fatto in Superbike sono soddisfatto, ma sarebbe stato bello vedere cosa sarei stato capace di fare se mi avessero dato tempo con la moto giusta in MotoGP".

Un rimpianto che non troverà mai risposta.

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