Il 28 marzo in Qatar, sul circuito di Losail, Joan Mir si presenterà da Campione del Mondo in carica, con l’obiettivo di difendere il titolo iridato conquistato l’anno scorso con Suzuki (ecco le parole di Kevin Schwantz sul 2021) in una stagione tra le più strane della storia della MotoGP.

Il maiorchino è impaziente di iniziare e ha raccontato: “Sto facendo una pre-stagione molto buona. Mi sono allenato molto in moto, più che ho potuto, e ho aggiunto molta palestra. Non mi sono quasi fermato da quando il campionato è finito, ho fatto solo una settimana di vacanza. Provo a essere al massimo della preparazione, fisicamente e psicologicamente, per l’inizio della stagione”.

Piena fiducia in Suzuki


L’unica settimana di vacanza che si è ritagliato è stata “rovinata” dalla chiamata di Davide Brivio (qui leggete la reazione di Alex Rins): “Ero in totale relax a Tenerife e sono rimasto sotto shock quando mi ha detto che non avrebbe continuato con noi, pensavo scherzasse. Quando ho realizzato la notizia mi sono reso conto che in Suzuki abbiamo persone competitive, che gestiranno la situazione nel migliore dei modi. Questo mi ha tranquillizzato. Lui stesso mi ha detto del progetto in Formula 1, che lasciava in Suzuki un team che davvero funzionava e gli do ragione”. Il suo personaggio sarà difficile da dimenticare: “Davide ha molto carisma e mi mancheranno molte cose, ma spero che non mi manchi niente. Sicuramente sentiremo la sua mancanza nel festeggiare i buoni risultati, perché è stato parte di questo successo che ha Suzuki”.

Da campione del mondo in carica, il maiorchino dovrà decidere se correre con il suo solito numero, il 36, o se scegliere l’1, e ha commentato: “Di certo l’1 non è un numero che posso scegliere quando voglio, e il 36 è quello con cui sono arrivato nel Mondiale, a vincere due titoli. Ma è un numero che avrò sempre e che sempre potrò scegliere, vi lascio con il dubbio…”

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Il ritorno di Marc Marquez


Non per questo però si sente il favorito in pista: “Sarò il pilota da battere, ma non abbiamo vinto il titolo per la nostra velocità, bensì per la costanza e per esser stati i più intelligenti. Abbiamo buone possibilità per difenderlo, ma se c’è Marc Marquez in pista sarà lui il favorito. Ha più esperienza di me, è più veloce, ha vinto più titoli”.

Sulla condizione fisica dell’otto volte iridato ha detto: “Se fosse un altro pilota non avrei dubbi nel dire che non inizierà al meglio, che avrà bisogno di una stagione per ritrovare le sensazioni, ma l’unico pilota che mi toglie questi dubbi è lui, per i suoi otto mondiali. Non mi sorprenderebbe vederlo lottare per la vittoria alla prima gara”.

Mentre parlando dei suoi obiettivi ha le idee chiare: “Ripetermi in campionato, sicuramente, ma anche fare pole position e vincere più gare. Voglio migliorare le mie prestazioni in qualifica e all’inizio della gara". Per fare questo spera di avere tra le mani una moto migliore: "Sarà la chiave avere un pacchetto più competitivo. È un merito il fatto di vincere il titolo senza aver fatto praticamente una prima fila e poche seconde file. Se ce la faremo potremo essere più costanti e lotterò per la vittoria fin dal primo giro”. Quello che, effetivamente, nel 2020 gli è mancato.

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