Nicky Hayden, ovvero, uno dei piloti più amati di sempre. Prematuramente scomparso e mai dimenticato, Kentucky Kid continua a ricevere onoreficenze, che vanno oltre la semplice carriera sportiva. Il campione della MotoGP anno 2006 è stato inserito - ancora - in una lista speciale che annovera specialisti delle competizioni a stelle e strisce.

La Motosports Hall of Fame of America. Cioè, il massimo della riconoscenza per un corridore professionista statunitense. Il titolo ottenuto nella Classe Regina, le sue vittorie, il modo di fare e di comportarsi lo hanno portato a diventare una vera leggenda, soprattutto umana.

A proposito della lista di miti, vi proponiamo alcuni nomi che hanno preceduto il numero 69. Per esempio, Eddie Lawson. Oppure, Jeremy Mc Grath. Ancora, Gary Nixon, Fred Merkel, Wayne Rainey, Kevin Schwantz, Bubba Shobert, Scott Parker. Poi Mario Andretti, Jim Clark, Nigel Mansell. C'è l'imbarazzo della scelta.

Quella MotoGP 2006 indimenticabile


Un titolo vinto, uno solo, ma molto pesante. Perché ottenuto contro Valentino Rossi, Loris Capirossi, Marco Melandri, Dani Pedrosa e tanti altri assi della MotoGP. Nicky rimane ad oggi l'ultimo americano ad aver regalato agli Stati Uniti l'alloro della Classe Regina. 

Il successo non lo cambiò. Hayden è rimasto sempre il ragazzo semplice ed educato che si presentò nel paddock di Laguna Seca nel 2002, quando esibì la sua wild card SBK. Onesto, rispettoso, serio. Veloce. Kentucky Kid, ovunque lo si nomini, attira rispetto ad ammirazione.

Accanto a lui, sempre papà Earl, che aveva già i figli Tommy e Roger Lee impegnati in diverse competizioni professionistiche. Però, Nicky era Nicky, il più talentuoso di famiglia, per una stirpe di corridori che fa ancora da esempio e lui ne era l'esempio migliore. A volte non ci si crede, il suo sorriso era incredibile.

Motomondiale: i numeri 1 della storia della Top Class