Ricordiamoci sempre questo: Franco Morbidelli è giunto secondo nella MotoGP 2020. Ciò significa che l'italo-brasileiro è vicecampione del Mondo. Ebbene sì, in virtu di tre Gran Premi conquistati ed ulteriori due podi. Niente male, niente affatto male per un pilota "satellite", ovvero, non ufficiale.

Il portacolori del team Petronas, rilasciando di recente una intervista al sito MotoGP, ha così dichiarato: "Mi aspettavo di migliorare, ottenendo risultati più importanti di quelli colti nel 2019 - ammette, precisando - ma pensavo di fare quanto ottenuto lo scorso anno. Sono arrivato alla fine della stagione, quasi a giocarmi il campionato. Chi se lo immaginava?"

Eppure, il Morbido ha concluso a poche lunghezze dalla GSX-RR di Joan Mir: "Mi sono sentito un po’ frustrato -  tredici i punti in più totalizzati dallo spagnolo Suzuki - alla fine. Questo perché sono arrivato ad un passo dal titolo, senza però vincerlo. Ma sono comunque contento di quanto fatto. Sì, ritengo che io ed il team abbiamo migliorato tutto: io in termini di professionalità, preparazione fisica e dedizione al raggiungimento delle performance massime in MotoGP".

Nel 2021, niente Yamaha MotoGP ufficiale per il Morbido. A meno che...


Se nel 2020 la sua M1 era satellite, lo sarà anche quest'anno. Lo dice chi la cavalcherà: "Mi sono mantenuto calmo e concentrato, allo stesso tempo - spiega - così ho terminato il 2020 sapendo che avrei avuto quest’anno la stessa Yamaha M1 della passata stagione Chissà, magari qualcosa cambierà. Non lo so, ma è certo che vorrei le stesse specifiche tecniche garantite agli altri tre piloti Yamaha. Tuttavia, non saprei cosa dire riguardo i particolari aggiornati. Sono sincero".

La certezza riguarda il nuovo compagno di garage. Fabio Quartararo ha lasciato SRT per andare nella formazione Factory, facendo "swap" - cambio - con Valentino Rossi: "Posso imparare da Valentino - aggiunge Franco - trascorrere il tempo con lui è sempre costruttivo ed istruttivo. Non so cosa si può imparare da lui, finché non l’hai imparato. Vale insegna non parlando, ma facendo esempi. Non ho idea se io possa insegnarli qualcosa, né Rossi potrebbe apprendere nozioni da me. Stiamo parlando di un pilota di grande esperienza che, sicuramente, ha dato a me più di quanto io abbia dato a lui”.

"Suzuki ha lasciato il segno in MotoGP, ma io so di poter vincere il titolo"


Joan Mir ha riportato alla Casa di Hamamatsu un alloro della Top Class che mancava da venti anni e dai tempi - due, parlando di motori da 500cc- di Kenny Roberts Junior. Morbidelli spiega come e quanto il team Ecstar abbiano fatto bene: "La Suzuki ha lasciato il segno - appunta - ed i suoi piloti saranno difficili da battere. Non devo dimenticarmi di essere un pilota “satellite”. ecco perché affronterò la stagione con metodo, pensando ad una giornata alla volta, correndo una gara dopo l’altra. Solo alla fine del campionato potrò fare i conti”.

Quale obiettivo ha, sicché, un vice iridato? Questo: "Voglio iniziare portandomi la consapevolezza di poter vincere il titolo Mondiale - eccolo qui il vero pensiero- dato che l’anno scorso sono stato in grado di arrivare davvero vicino a questo grande traguardo. La MotoGP è come una giungla ed ognuno di noi è un animale. La battaglia tra noi è veramente micidiale”.

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