Francesco Bagnaia affronta la nona stagione nel Motomondiale. Per il ventiquattrenne torinese, sarà il terzo anno da disputare in Top Class, sempre in rappresentanza di Ducati, Marchio a cui l'ex iridato Moto2 - categoria in cui ha vinto nel 2018 - ha vestito i colori del team Pramac, cogliendo a Misano nel 2020 il primo podio con la Desmosedici.

Da adesso, per lui  sarà più dura, ma anche tutto più interessante. Il passaggio al team Factory è stato sancito dalla presentazione di oggi, nella quale "Pecco" si è dimostrato subito pronto, determinato a fare bene, assolutamente consapevole della pressione da gestire: "Penso che questa sia una pressione positiva - afferma - perché è ciò che un pilota ufficiale debba aspettare. Chi fa parte di una struttura Factory - Ducati, Yamaha, Suzuki, Honda e altre - non può pensare di fare quinto o sesto, né una buona gara. L’obiettivo è, obbligatoriamente, vincere il titolo. Quello che io, però, dovrò fare sarà conquistare il primo Gran Premio. La pressione messaci a dosso fa solo bene, io e Miller sappiamo benissimo quali responsabilità abbiamo in termini di sviluppo della moto e di risultati da portare nel garage”.

I piloti ufficiali Ducati, negli ultimi anni hanno avuto problemi. A questo ci pensi e quanto sei emozionato?

"Io mi sono sempre trovato bene con Ducati, finché non capiteranno a me, il pensiero di aver problemi non mi tange. Non sento di essere messo in discussione, sono convinto che non succederà. Le nostre relazioni sono molto buone, a meno che io non finisca le gare sempre al quindicesimo posto. Ecco, in quel caso, sarei io a mettermi in discussione. Vestire questa divisa, rossa, è un sogno avverato. Quando mi sono indossato i vestiti da pilota Ducati ufficiale, ho pensato che fosse un desiderio nutrito sin da bambino. Tolto il velo dalla Desmosedici, mi sono emozionato. È bellissima”.

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Quanto è importante per Pecco il passaggio da Pramac alla squadra ufficiale? Più di quanto ci si possa immaginare: "Importante? Sicuramente lo è - conferma - dato che in tanti piloti ci hanno provato, uno solo è riuscito a vincere il titolo con Ducati. Il mio desiderio è riportare alla Casa quanto si merita. Prendere il testimone di Dovizioso è una cosa pesante, dura, importante. Però sono qui per provarci, voglio riuscirci. Voglio dimostrare che la nostra moto sia la più veloce ed i piloti pure”.

Sei pronto a dare consigli a Luca Marini ed Enea Bastianini?

Io e Luca parliamo tanto. Ogni volta gli spiego come lavorino le gomme Michelin e come vada guidata la Desmosedici. Sto provando a fargli capire queste cose. Quando arrivai in Ducati, nessuno mi ha spiegato come dovessi fare. Luca Marini frena forte, perciò adatto alla moto. Spero che si possa adattare presto. Bastianini? Anche. Parlerò con Enea e gli dirò come guidare. Non ci sarà niente da nascondere, perchè entrambi avranno a disposizione le mie note e i miei dati”.

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Meglio di Rossi con Ducati? Le moto guidate sono diverse


La domanda era inevitabile. Rossi, "maestro" di Bagnaia, in Ducati ha fatto tutto fuorché bene. Lo dicono i risultati. Pecco farà meglio di Valentino? Lui la pensa così: "La Desmosedici di oggi e quella usata da Valentino non hanno proprio niente in comune - spiega - le due moto non c'entrano niente l'una con l'altra. Pure le persone legate al progetto sono cambiate. Tutto è diverso. Molti piloti hanno faticato con quella Ducati, infatti, anche Dovizioso è andato meglio con la nuova versione. Credo che Valentino non andasse bene con la Rossa proprio per i motivi elencati. Ecco perché nel ritorno in Yamaha, vinse subito. Non mi metto a confronto con Rossi, è impossibile. Oggi in Ducati abbiamo la moto più competitiva della griglia, quella che aveva Valentino non lo era affatto”.

A fine stagione sarai contento se...?

Se i vertici Ducati saranno felici. E io come loro”.

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