“È un grande cambiamento. È una grande opportunità”. Così Danilo Petrucci racconta la sfida che lo attende con la KTM (ecco qui le immagini della sua nuova moto). Dopo aver passato gli ultimi sei anni alla guida di una Ducati – prima nel team Pramac poi in quello ufficiale – il pilota italiano non vede l’ora di salire in sella alla RC16 che più volte ha spiato in pista, ma che avere tra le sue mani sarà una cosa diversa.

"Sarò come i piloti factory"


Il pilota di Terni arriva in KTM nel team Tech3, ovvero non quello privato, ma ha raccontato come sono andate le cose: “Me l’aspettavo perché Miguel stava facendo grossi passi in avanti a fine 2019 e se lo sarebbe meritato già allora. Nel 2020 l’ha dimostrato, e lo stesso discorso vale per Binder. Quando mi hanno detto così ho chiesto se la dotazione tecnica fosse stata la stessa, e loro mi hanno assicurato che saremo tutti e 4 factory con lo stesso supporto della casa ufficiale.

Questo è bastato per siglare il contratto: “Sono stato contentissimo di arrivare in KTM, avevo già visto i loro passi in avanti nel 2019 con Pol Espargaro e nel 2020 fin dall’inizio sono stati iper competitivi. Forse sono stato il primo pilota da fuori a crederci immediatamente. Era ora di cambiare produttore e sono veramente felice di essere arrivato in KTM”.

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Il Qatar lo attende


Al momento sulla RC16 ci è salito con il motore spento: “Porto con me molta esperienza. La moto può essere guidata in diversi modi e quello che più mi ha sorpreso è stato Binder perché ha vinto una gara avendo uno stile molto diverso dagli altri. Sono molto curioso di provarla”. Quest’anno i test e le prime due prove si terranno in Qatar: “Cinque giorni sulla stessa pista sono abbastanza, forse non è il miglior tracciato per fare un test al 100%  e capire alcune cose. Ad ogni modo mi piace molto la pista, in passato sono stato veloce nelle prove libere, ma mai in gara, quindi è ora di fare una buona gara quest’anno”.

Nell’attesa sta svolgendo una buona preparazione fisica, ma ha spiegato: “Durante il 2020 ho pagato tanto gli sviluppi della caduta avuta a luglio, fisicamente a fine novembre ero veramente a pezzi. A dicembre mi sono fermato per risolvere tutti i problemi fisici, con una risonanza avevo scoperto di avere due ernie al collo, perdevo sensibilità al braccio. Sono ripartito a gennaio e mi sono sentito più giovane, ho ripreso ad allenarmi come quando avevo 20 anni. Adesso ne ho 30, sono uno dei più esperti in MotoGP e spendo il 90% della mia giornata tra allenamenti, fisioterapia e organizzare le uscite in moto”.

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Nuovo produttore, nuova vita


Si tratta di un vero e proprio inizio per il 30enne: "Mike e Pit mi hanno detto di tornare alle origini. Siamo tutti molto appassionati di moto e dobbiamo ritrovare quel gusto nel fare quello che ci piace e lo sto ritrovando con tanta felicità e serenità". Il 2021 sarà molto importante, ma non più di altri: "Chiaro che è un anno chiave, ma dal 2015 a qui per me lo sono stati tutti. È solamente un anno in cui voglio fare quello mi piace di più e farlo con KTM è un grande traguardo".

Gli obiettivi sono chiari: "Partiamo con le migliori intenzioni. Il mio obiettivo è quello di vincere con questa moto, partendo inizialmente da una gara, quello che sono riuscito a fare i due anni scorsi. Significherebbe tanto per me, con 2 moto diverse e solo pochi piloti ci sono riusciti".

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Sventola il tricolore


“Petrux” sarà uno dei due piloti KTM italiani nelle top class, dopo Tony Cairoli: “Siamo molto amici e già l’anno scorso abbiamo girato insieme tante volte. Il giorno in cui si è aperta questa possibilità di andare in KTM ero a girare con lui, è stata una coincidenza abbastanza curiosa”. I due si allenano insieme, anche se a velocità diverse: “Peccato che con lui al limite faccio 2 o 3 curve, però sì giriamo solo sulla stessa pista”. (ride)

Per metterlo completamente a suo agio sarà importante anche considerare l’ambiente in cui sarà e il pilota assicura che i piani alti hanno pensato anche a questo: “In KTM ho subito notato che se una cosa si fa, si fa al 100%. Come vengono curati i dettagli sulla moto, Pit sostiene che bisogna curare anche tutti quelli dal lato umano. Vuole che stia bene e che mi diverta, perché dice che quando mi vedono sorridente sono anche veloce. È un aspetto su cui c’è parecchia attenzione e cura, l’hanno capito e mi hanno messo nelle migliori condizioni”.

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