L'otto volte iridato, durante il video della presentazione Honda che si è svolta questa mattina, ha da subito dato la notizia che tutti attendevano con ansia. La data del suo rientro in pista? Non si sa quando sarà. E' stato lui stesso a dirlo: ha parlato di quello che si sta dimostrando un buon recupero dopo il terzo intervento al braccio, ma anche che, ad oggi, non è possibile sapere quando potremo rivederlo in pista.

L'infezione al braccio


Nessuna buona notizia arriva dal campione spagnolo nel giorno in cui Honda ha svelato la RC213V che scenderà in pista nella stagione 2021. Un profilo basso per Marc che ancora non ha idea di quando potrà tornare a correre: “Posso dire che non ci sarò ai test in Qatar - ha esordito -. Per il resto non so. Si è parlato tanto della mia condizione fisica e sul fatto che anche il nervo radiale potesse essere interessato, invece posso dire che il nervo radiale non ha subito nessun danno. Quello che è successo, però, è che dopo la seconda operazione c'era qualcosa che non andava, il mio recupero era lento e alla fine si è scoperto che avevo una pseudoartrosi con infezione all'osso del braccio. Quest'infezione è stata subdola perchè dai test inizialmente non dava segni. Mi facevano ogni tipo di esami e non si vedeva. Era un'infezione debole e questo ha comportato, oltre al fatto che non si vedesse, anche che l'osso non riuscisse a consolidarsi”.

Marc ha fatto anche un accenno a quanto è stato detto dal Dottor Costa, sul fatto che il chiodo, piuttosto che la placca, sarebbe stato più utile nel suo caso: “Inserire il chiodo non sarebbe stato possibile - ha spiegato - lo impediva il fatto che la mia spalla aveva già subito un intervento e che il tendine non fosse a posto”.

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L'allenamento attuale

Ai giornalisti che gli hanno poi chiesto quale fosse l'allenamento che sta portando avanti adesso, lo spagnolo ha risposto dicendo che l'attività fisica si è intensificata, rivelando anche che ha ripreso a fare un po' di pesi: “Quanto sollevo con il braccio sano non ve lo dico – ha detto scherzando – mentre con quello infortunato sto sollevando pochi chili, uno o due, non di più. Non voglio forzare. Stiamo lavorando con il fisioterapista anche sulla mobilità della spalla, sono sette mesi che non si muove bene, quindi ci vorrà ancora un pò”.

Passo dopo passo verso il rientro


Quindi sul fatto che non sarà ai test in Qatar: “Ai test non ci sarò - ha aggiunto - questo è quello che mi ha detto il dottore e anche io non me la sento di andare. A metà marzo avrò un nuovo controllo e la priorità è senza dubbio sapere che l'osso si è consolidato. Da lì capiremo come muoverci, il dottore mi dirà cosa potrò fare e cosa no. Il mio obiettivo adesso è procedere a piccoli step. Se non sarà la prima gara, sarà la seconda, oppure la terza e così via. Quando rientrerò in pista spero di essere il Marc Marquez di sempre ma parlando con i dottori sono stato chiaro su una cosa: gli ho detto di darmi l'ok soltanto quando il braccio sarà pronto per un'altra caduta. Non posso immaginare di tornare a guidare una motogp con l'idea di non poter cadere perchè il mio braccio non sopporterebbe la caduta. Se tornerò sarà perchè il mio stile, anche se magari non dall'inizio, sarà quello di sempre”.

“Un periodo che mi ha insegnato tanto”


Infine, il pilota Honda ha parlato delle difficoltà a livello emotivo che ha dovuto subire in questi mesi: “E' stato un periodo duro soprattutto a settembre e ottobre - ha concluso -, non avevo buone sensazioni con il braccio e non capivo perchè. Avevo dolore e non capivo come mai. Di sicuro dopo quanto mi è accaduto ho imparato una cosa importante, ovvero che le gare sono tante ma il mio corpo è uno solo. Alcune volte l'ho dimenticato, ma questo periodo mi ha fatto sicuramente avere maggiore consapevolezza. Sono contento di aver avuto mio fratello Alex e la mia famiglia vicini, non è stato per niente facile”.

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