A Losail i lavori sono iniziati con la luce del sole, per poi proseguire sotto l'illuminazione dell'imponente impianto artificiale, recentemente potenziato e migliorato, in questo primo giorno di test MotoGP. Giornata utile ai collaudatori ed ai rookie - i debuttanti della stagione 2021 - fatta eccezione per Aprilia, unica squadra che può ancora godere delle concessioni offerte dal regolamento. 

Se a metà giornata l'attenzione era puntata sui nuovi nomi iscritti al campionato, nella seconda metà... anche, soprattutto perché molti di loro hanno passaporto italiano.Però, il più veloce di sessione parla una lingua diversa e ha siglato il crono di 1'55"614. 

Lui è Stefan Bradl, tester HRC su una evolutissima RC 213V. Il pilota tedesco è il più esperto tra quelli scesi in pista e guida una moto che più ufficiale non si può. Il riferimento del numero 6 gravita a circa due secondi abbondanti dall'1'53"380 registrato da Marc Marquez - sempre su Honda - nel 2019. Vento e sabbia non hanno aiutato.

Yamaha scalpitanti e... misteriose


Seconda e terza, la M1, guidata da due piloti assai diversi tra loro. Cal Crutchlow, inglese ed attuale tester del team Monster Energy. Kohta Nozane, giapponese in forza a GRT Yamaha in SBK. Grande lavoro per la struttura di Iwata presente in Qatar, in attesa dei corridori titolari.

1'56"850 e 1'57"132. Non fulmini di guerra, ma nemmeno così lontani dalla rivale dell'ala dorata. E poi, occhi a ben guardarsi alle spalle, per una concorrenza giovane, agguerrita e dal potenziale in sicura crescita. Mentre la RC 213V e la quattro cilindri dei tre diapason sono condotte dai chi - in teoria - non avrà velleità di alta classifica, appena dietro può scoppiare l'inferno Rosso,

Ducati a fuoco con "il Bestia"


Se pensiamo che fosse in dubbio presenza sino a poche ore fa ed oggi è il miglior ducatista di giornata, diciamo che siamo contenti per Enea Bastianini. Non tanto per il crono di 1'58"051 - ottimo per un rookie - quanto per il fatto che è bello saperlo sano e veloce. 

Con la Desmosedici del team Esponsorama, il campione della Moto2 ha fatto meglio di Michele Pirro, collaudatore ufficiale di Borgo Panigale, della terza e misteriosa M1(dato che non si sa chi l'abbia guidata) e di Lorenzo Savadori, bravo sulla nuova RS-GP.

Confortante il risultato di Luca Marini, alla fine ottavo con la Ducati, ma meglio di Sylvain Guintoli, uno che conosce già molto bene la sua Suzuki. D'accordo, il lavoro dei tester non è la ricerca del tempo migliore, ma mettersi dietro una scheggia come Dani Pedrosa con la KTM è una soddisfazione provata pure da Jorge Martin con la Desmosedici Pramac. Non possono dire la stessa cosa Takukya Tsuda, ultimo tempo con la Suzuki, ed Aleix Espargarò: lo spagnolo non ha girato.

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