Splende il sorriso sul volto di Enea Bastianini al termine dei suoi primi due giorni di test in Qatar, che il romagnolo ha affrontato certamente in maniera positiva. Dopo i primi segnali confortanti mostrati ieri infatti Enea è riuscito a girare su tempi interessanti, nonostante una caduta immediata che avrebbe potuto “tagliargli le gambe”.

“E’ stata una giornata fantastica per me - racconta Enea - nonostante sia iniziata con una caduta nel primo giro: sono partito con una gomma più dura rispetto a ieri, ma arrivando alla due leggermente in impennata ho perso l’anteriore. Una volta tornato in sella ho subito avuto buone sensazioni, riuscendo a migliorare giro dopo giro, quindi sono felice. Rispetto a ieri sono riuscito anche a gestire meglio le energie, il che è positivo”.

Il riminese ripercorre con la mente le sensazioni provate ieri, non appena salito in sella alla Desmosedici, che come previsto ha sfoderato tutti i suoi cavalli.

“Appena salito in sella alla Ducati ho pensato a quanto andasse forte, dato che non mi aspettavo una potenza tale. Ogni volta che cambi marcia sembra che qualcuno ti dia un calcio, è una sensazione bellissima che non avevo mai provato: il cambio è senza dubbio la cosa che mi ha colpito di più”.

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Messe da parte le emozioni Enea ha iniziato a lavorare, ed ha già in mente i suoi attuali punti forti, così come le sue debolezze.

Ho potuto osservare tanti piloti veloci e tante linee diverse da cui imparare in questi due giorni. Devo lavorare sul mio stile di guida, ma su alcuni aspetti credo di essere già sulla buona strada: riesco a frenare in maniera simile a Jack e Pecco ad esempio, ma sono ancora lento a centro curva. Inoltre sono ancora troppo aggressivo con il gas in uscita, mentre con queste moto serve essere delicati. Rider coach? Non l’ho al momento, ma non mi dispiacerebbe provare”.

Per migliorare Bastianini potrà contare ovviamente sui suoi uomini, e su un nuovo metodo di lavoro tutto da imparare ed impostare.

“Ci sono tanti particolari da considerare su una MotoGP, a partire dall’elettronica. In ogni curva devi gestirla, sia come mappe di accelerazione che come freno motore: ho iniziato a capirci qualcosa alla fine della prima giornata, e certamente mi serviranno tutti i restanti giorni per comprendere tutto fino in fondo. Marini? Non abbiamo ancora parlato più di tanto, ma certamente lo faremo più avanti. Al momento è meglio se entrambi cerchiamo di capire qualcosa dai piloti più esperti”.

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