Primo vero giorno di scuola in HRC per Pol Espargarò. Lo spagnolo ha concluso la prima giornata di test a Losail in 17^ posizione, a 1”2 dal fratello Aleix e a 9 decimi dalla prima Honda in pista, quella del tester Stefan Bradl. Tutto sommato niente male considerando che quella di oggi per Polyccio è stata la prima vera presa di contatto con la sua moto.

Nel media debrief successivo alla fine dei test, Pol ha parlato del lavoro svolto oggi, di quello che ancora deve studiare della nuova moto e di quello che farà nella giornata di domani.

“Chiudere a meno di 1” dalla migliore Honda non è male”


Pol Espargarò, incontrando i giornalisti nel media debrief, analizza la sua prima giornata effettiva in sella alla RC213V. “Senza conoscere ancora completamente la moto è impossibile riuscire a fare quello che fanno Stefan, Taka e Alex ma nel complesso per me è stata una buona giornata cercando di lavorare il più possibile anche sfruttando i treni di gomme disponibili. Sto ancora cercando di capire soprattutto l’anteriore della moto. Domani sicuramente sarà un giorno migliore ma posso ritenermi soddisfatto per aver chiuso a meno di 1” dalla migliore Honda”.

Poi aggiunge: “Spero domani di raggiungere lo stesso livello degli altri piloti Honda, ma devo lavorare ancora tanto. Ho un plico di fogli enorme da studiare e la mente sarà esclusivamente su quello in ottica di domani”.

“Sto ancora studiando tanto, non ho ancora delle aspettative precise”


Dopo un solo giorno da pilota ufficiale Honda HRC, lo spagnolo ha ancora molto da imparare. A comiciare dal feeling da trovare con la gomma anteriore. “Questo è il primo vero giorno in pista. Sto ancora imparando tanto e non mi fisso delle aspettative. Sapendo quello che ha fatto Marc negli anni passati, ho preferito partire da una posizione neutrale, senza fissarmi degli obiettivi - ha spiegato -. Credo che comunque sia stato un giorno positivo per me, ovviamente mi mancano confidenza ed esperienza con lo pneumatico anteriore”.

Parlando della moto in sé in relazione alle altre dice: “E’ chiaro che sia una moto complicata, ma tutte le MotoGP sono prototipi e complicate allo stesso modo. Si parla di una moto complicata in relazione allo stile di guida del pilota che la guida. Per me è più complicata una moto che ha bisogno di più percorrenza in curva rispetto alla Honda.”

Polyccio poi parla della sua voglia di arrivare in Honda: “Avevo tanta voglia di arrivare qui. Quando ho visto le serrande del box che si alzavano, avevo un misto di dubbi e voglie che mi hanno assalito. L’essere stato fermo tanto tempo in inverno ha creato un mix di emozioni che ho riportato oggi salendo sulla moto. Tanti pulsanti da studiare per capire come fare andare la moto, spero che domani sia un giorno più tranquillo e poter trovare il tempo che oggi non è uscito.”

“Devo ancora capire l’anteriore”


Espargarò chiude il suo media debrief parlando di un punto importante ancora per la moto, ovvero l’anteriore. “L’anteriore nuovo è complicato per tutti, non solo per Honda. Devo ancora capire quando frenare e che forza mettere sui freni, capire in quanto la moto si può fermare in relazione alla pressione sui freni, la velocità a centro curva. Dico che l’anteriore è complicato perché crea più problemi del posteriore quando si rischia di cadere. In uscita di curva il posteriore è più sensibile mentre l’anteriore capisci subito quando si sta per chiudere.”

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