È vero che i risultati dei test, soprattutto se si tratta del primo pre-stagionale, sono da prendere con le pinze, ma nel caso di Valentino Rossi sono piuttosto eloquenti. Questo lo presupponiamo considerando le sue parole al termine della due giorni avvenuta in Qatar, chiusa dal Dottore in ventesima posizione, a oltre un secondo e mezzo di ritardo dal leader, Fabio Quartararo, da quest’anno pilota ufficiale Yamaha.

Gli stessi problemi


Probabilmente nel programma del Dottore non c’era alcun time attack, ma la cosa preoccupante riguarda i problemi che il 42enne ha lamentato dopo, a moto spenta, ovvero gli stessi degli ultimi tempi. Infatti quest’anno Rossi ha cambiato i colori passando al team Petronas SRT, ma non la moto e alla guida della sua M1 continua a soffrire i problemi con il grip al posteriore e soprattutto in accelerazione.

Un abisso tra gli altri e lui


Il confronto con le altre Yamaha, dopo il primo test è piuttosto pesante. Fabio Quartararo è primo, Franco Morbidelli - il suo nuovo compagno di squadra - quarto, Maverick Viñales settimo. Con i dati raccolti finora dovrà fare in modo di rialzarsi per non essere più l’ultimo delle Yamaha e riscattarsi dagli ultimi tempi non certo soddisfacenti. Lo scorso anno infatti il suo bottino parla di un solo podio, e dopo questo deludente inizio, Rossi sembra sempre nello stesso vicolo cieco, mentre gli altri tre di Yamaha raccontano una storia diversa.



La cosa positiva è che davanti a sé ha ancora tre giorni di test da dedicare esclusivamente a migliorare il feeling con la sua moto, a lavorare con il suo capotecnico David Muñoz, il suo telemetrista Matteo Flamigni e gli altri nuovi componenti della sua squadra per trovare la soluzione. Quella che gli permetterà di essere pronto per domenica 28 marzo, quando correrà il primo Gran Premio della stagione. Lui che ci ha sempre abituato a fare grandi gare la domenica, a tirare fuori il coniglio dal cilindro anche all’ultimo momento. Ci riuscirà anche questa volta?

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