Nei test MotoGP di Losail, la coppia Yamaha del team Monster Energy ha chiuso la sessione domenicale con il primo ed il settimo tempo di giornata. In testa al gruppo il neo acquisto Fabio Quartarato ha fermato il cronometro in 1'53"940, sei posizioni più sotto Maverick Vinales ha siglato 1'54"395.

Tra i due piloti ufficiali di Iwata, un gap di 455 millesimi di secondo. Il francese e lo spagnolo si sono detti entrambi soddisfatti del proprio operato. In particolare "El Diablo", che ha rimarcato quanto la collaborazione con il compagno di box sia fondamentale e sempre lo sarà.

Eppure, l'impressione è un'altra. Ovvero, sì: il numero 20 ed il 12 condivideranno tante cose, spesso - tramite i rispettivi ingegneri - i due si confronteranno, ma la realtà è che il messaggio inviato dal più giovane all'esperto sia il seguente: "Ehi, guarda che io sono entranto nella squadra Factory per due motivi. Romperti le uova nel paniere (per non dire altro) e vincere il titolo Mondiale". Giusto così, questo sono le corse, ma Vinales è d'accordo? Mica tanto.

L'occasione imperdibile di Quartararo in MotoGP


Ventidue anni da compiere il prossimo 20 aprile, "Quarta" è il giovane esplosivo del team Yamaha Factory. Nel 2021, il francese affronterà la settima stagione completa di Motomondiale, la terza nella Classe Regina. Per lui, risultati colti sinora interessanti, tuttavia, non sufficienti per ottenere quanto egli stesso vorrebbe.

Il numero 1, naturalmente. Quando l'anno scorso sembrava cosa ormai fatta, il crollo emotivo e prestazionale. Errori, cadute, confusione tecnica ed imprecisione di guida. Insomma, il titolo è stato buttato alle ortiche da Fabio, che ha ammesso di esserla fatto sotto.

Ha dichiarato che la pressione avvertita ed imposta dai panni ufficiali è esagerata. E che gli piace. Ha anche detto quanto però gradisca segnare la strada per Yamaha. Forse, tutti questi ragionamenti sono semplicemente infruttuosi, sicuramente, limitanti. Lui deve dare gas e basta. Solo così può battere tutti, Vinales incluso. El Diablo ha l'occasione di carriera e deve sfruttarla, evitando scrupoli. Nei test di Losail ha fatto così, candidandosi a prima guida di Iwata.

Occasione unica anche per Vinales? L'ultima in MotoGP da ufficiale?


Ovviamente tutti, ma... se c'è un pilota che odi essere considerato seconda guida in seno ad un team, questo è Maverick Vinales. Potreste dire che lo status sia determinato dai risultati, vero. Tuttavia, per il catalano non è così. Dal ventiseienne di Barcellona viene soppesato ogni gesto, ogni singola parola è valutata e considerata.

Infatti, sebbene egli fosse più veloce e competitivo di Valentino Rossi - in ombra nella notte del Qatar - continuava a crearsi problemi più grossi di sé stesso. Mancanza di "coccole", di complimenti ed altro. Meno male - per lui - che il nove volte iridato fosse la controfigura del campione che ricordiamo, altrimenti...

...altrimenti, chissà che cinema! La risposta potrebbe arrivare presto. Quartararo ha lanciato il messaggio: il numero 1 del team Monster Energy (e di Yamaha) è mio. Perciò, "amico", scansati e accetta di essere relegato a seconda guida. Sì, come no. Essendo il più esperto, il più "anziano" e colui che indirizza lo sviluppo, Vinales farà tutto fuorché abbassare la testa.

Niente muro tra Quartararo e Vinales. Per ora


Chiaramente, non vedremo più la barriera protettiva interposta tra Rossi e Lorenzo nei primi anni di Jorge in MotoGP. Fu un danno di immagine per Yamaha - oltre che per lo sport - che la Casa dei tre diapason ha voluto archiviare. Anche perché il piatto langue e "addirittura Suzuki" ha vinto il titolo della Top Class, mentre ad Iwata nulla. Ancora nulla.

Sarà difficile gestire due prime donne quali Fabio e Maverick. I galli nel pollaio potrebbero pure essere due, ma non chiedete loro di andare d'accordo. Di sopportarsi, magari. Di scambiarsi i regali di Natale, mmm... non ci crediamo nemmeno mentre lo scriviamo.

Quartararo è pronto, anzi lo è già dopo il Qatar, a prendere il ruolo di prima guida Yamaha. Poche storie. Dove non arriva coi concetti, lo farà in pista. Dall'altra parte del garage, Vinales deve mantenere vivo il suo orticello, costituito da un ingaggio regale ed il vantaggio di poter indirizzare le evoluzioni della M1 a proprio piacimento. Non vedremo muri, però lotte esagerate in pista, sì. E lo speriamo.

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