E’ senza dubbio presto per fare bilanci, ma dopo i primi tre giorni di test in Qatar la giovane Italia può sorridere. Esatto perché la prima uscita di Enea Bastianini e Luca Marini in classe regina è stata senza dubbio positiva per tante ragioni, in primis i tempi.

Incassare circa un secondo e mezzo dalla vetta infatti è un risultato incoraggiante, se si pensa che i due azzurri hanno appena iniziato a prendere le misure delle loro Ducati, ossia di una moto performante ma da capire passo dopo passo. 

Dalla paura Covid al sorriso: i tre giorni di Enea Bastianini


Una cosa è certa, Enea Bastianini ricorderà a lungo i suoi primi giorni da pilota MotoGP. Le emozioni susseguitesi nell’arco di pochi giorni sono infatti state un numero incalcolabile, sin da prima che il semaforo della pit lane di Losail diventasse verde. Il primo sussulto è arrivato quando un tampone poco chiaro lo ha costretto a restare in Italia, mentre i suoi compagni di marca si imbarcavano sul charter di Ducati diretto in Qatar.

Da qui la corsa contro il tempo per fare un nuovo tampone, volare verso il Qatar, rispettare le 24 ore di quarantena preventiva e dirigersi in circuito, dove lo aspettava la sua Desmosedici numero 23. Una volta rientrato nel “suo” mondo però il riminese ha preso il toro per le corna, rivelandosi la sorpresa dello shakedown, incassando meno di un secondo dalla vetta e risultando il miglior rookie.

Un risultato bissato anche nella classifica combinata della due giorni aperta a tutti i piloti, dove Enea è riuscito a mettersi alle spalle piloti del calibro di Binder, Rossi e Petrucci. Stando anche alle sue parole il riminese è riuscito ad acquisire fiducia giro dopo giro, nonostante una caduta nel day2 che avrebbe potuto minare la sua confidenza. Il punto su cui lavorare sembra essere la continuità, dato che finora Enea ha portato a termine solo brevi run da sei o sette giri, ma la strada sembra davvero essere quella giusta.

Già più veloce del fratello: il debutto di Luca Marini


Se Bastianini ha sorpreso tutti sin dallo shakedown, più graduale ma comunque interessante è stata la crescita di Luca Marini. Il numero 10 infatti ha dovuto lottare con le sue due Desmosedici durante lo shakedown, a causa di alcune piccole noie tecniche lo hanno costretto spesso ai box, ma nella successive due giornate ha ingranato la marcia giusta.

A confermarlo sono i numeri. Al termine del day2 (il primo con tutti in pista) Luca era a più di due secondi e mezzo dalla vetta, un distacco ridottosi esattamente di un secondo nella terza ed ultima giornata. Un miglioramento frutto di tanti fattori, in primis la maggiore confidenza in frenata: i freni in carbonio infatti sono stati il cambiamento più scioccante per Luca nello shakedown, ma ecco che già nel day3 è riuscito a “cambiare il mio stile sulla frenata”, con ottimi risultati.

Ad avvalorare i progressi mostrati vi è inoltre il fatto che la sua posizione in sella non è ancora ottimale, come confermato da Marini al termine della tre giorni, un fattore che per alcuni piloti (Jorge Lorenzo insegna) può davvero risultare rivoluzionario. Insomma, i margini di miglioramento sono infiniti, specie in relazione al secondo e mezzo che separa Luca dalla vetta.

Che sia l’inizio di due grandi storie? Ai posteri l’ardua sentenza, ma i segnali sono più che incoraggianti.

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