Continua a progredire con grande slancio l'approccio di Pol Espargarò con la RC213V. Se il weekend scorso era andato bene, la giornata di oggi si è chiusa nel segno di un quinto miglior tempo siglato in 1:53.899 a sette decimi dal primo classificato Jack Miller. Ma, tempi a parte, è il feeling che Pol ha trovato da subito con la Honda che stupisce maggiormente.

Il lavoro va nella direzione giusta

“Non mi aspettavo di avere questo feeling da subito – ha detto Espargaròè stato più immediato di quanto mi aspettassi. Non dico che lo sia stato fin dai primi giri, anzi è stato difficile, ma sta venendo sempre più naturale. In alcuni passaggi riesco ad essere più veloce, in altri meno. Ho ancora bisogno di prendere i giusti riferimenti in pista, c'è ancora tanto lavoro da fare ma la cosa più importante per me è trovare la giusta costanza non solo in un giro ma nel long run. E' qualcosa che sto cercando”.

Ecco quindi che ciò che più preoccupa lo spagnolo è l'inizio del Campionato e quella che sarà la prima gara dell'anno: “Girare in pista adesso nei test – ha proseguito - non è stressante, ma pensando alla prima gara si. Devi controllare la situazione e non so veramente come si comporterà la moto per l'intera gara. I giri veloci che ho fatto oggi, invece, non sono stati così stressanti la moto sta andando meglio di quanto mi aspettassi e io riesco a controllare bene tutta la situazione. Non so se domani il livello si alzerà ancora di più, ma al momento sono vicino ai miei avversari e sono contento”.

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“Ho spinto la moto al limite, sono soddisfatto”


Ma come si sta svolgendo il lavoro al box di Pol Espargarò? “Ho iniziato prima testando me stesso sulla moto – ha aggiunto – e poi, da oggi provando anche alcune cose dal punto di vista dell'elettronica. Era solo il primo giorno, i prossimi testeremo altri particolari. In ogni caso sono felice di quanto fatto fino ad ora. Ciò che più mi preoccupa è di non riuscire ad arrivare pronto per la prima gara. Oggi ho cercato di spingere la moto al limite per riuscire a capire quale fosse, sia nelle frenate, sia in curva e devo dire che sono contento perchè mi sono spinto al limite ma non sono caduto. A livello di elettronica ancora ho tante cose da imparare, non è facile ma stiamo lavorando anche su questo e abbiamo già fatto passi avanti quindi sono contento”.

Quanto è cambiata la RC213V senza Marquez?


Quindi, visto il repentino adattamento del pilota di Granollers alla RS213V, la domanda è se data l'assenza di Marc Marquez per tutto il 2020, la moto sia cambiata e sia diventata più guidabile: “Non ho provato la moto in molto posti nel 2020 – ha concluso - e non so dire se quella dell'anno scorso sia cambiata molto rispetto a quella che sto guidando io oggi. Posso dire che grazie all'aiuto di Stefan Bradl, ma anche di Alex Marquez e di Takaaki Nakagami si sia sviluppata ulteriormente, il lavoro non è mai terminato e lo scopo è sempre stato quello di migliorare e far si che la moto potesse essere guidata bene da tutti”.

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