Jack Miller è probabilmente l’uomo del momento, per tante ragioni. Prima di oggi lo era per l’acceso scambio di battute avuto pochi giorni fa con Jorge Lorenzo su Instagram, del quale Jack non ha potuto evitare di parlare. “Ho solo detto la mia opinione. A fine giornata – spiega - non credo serva a nessuno che qualcuno scriva immondizia, c’è già abbastanza odio sui social. Quando si parla in un certo modo di piloti finiti a terra non sono mai d’accordo, così ho detto la mia una volta sola, senza tornare in seguito sull’argomento. Ho tante cose a cui pensare, ed altri potrebbero godersi la spiaggia”.

Oggi però è tornata a parlare la pista, e Miller non si è fatto attendere conquistando niente meno che la prima piazza, sgretolando il precedente record della pista di Marc Marquez. Un grande risultato, che Jack tutto sommato minimizza.

“Credo che i tempi di oggi siano indicativi ma non del tutto, dato che oggi abbiamo avuto le migliori condizioni possibili: non c’era vento, la pista era pulita e la temperatura era ottima. Si può dire che vi fosse la tempesta perfetta, che mi ha aiutato ad ottenere un grande tempo”.

L’australiano sottolinea come non sia l’unico pilota già apparso rapido, ed allo stesso tempo conferma di aver lavorato molto anche sotto l’aspetto tecnico, in ottica futura.

“Penso che più di un pilota abbia già mostrato di essere veloce, Quartararo e Vinales in primis, ma certamente mi sento molto bene in sella al momento. Ho lavorato tanto anche sull’assetto, cercando di rendere la moto ottima sotto ogni punto di vista, cosa non facile per nessun pilota: sto cercando di arrivare alle gare più pronto possibile, lavorando allo stesso tempo sulle novità insieme a Pecco e gli altri piloti Ducati. Nuova carena? L’ho montata per gran parte della giornata, facendo una sola uscita con quella dello scorso anno. Mi piace, e credo piaccia anche ad altri”.

Miller: “Capiremo i reali valori in campo solo una volta lasciato il Qatar”


Come risaputo la perfezione non esiste, e Miller analizza dove poter in primis migliorare ancora, almeno per quanto concerne il circuito di Doha.

“Non sono ancora veloce come vorrei nel terzo settore, fatico in particolare ad uscire come vorrei dalla curva 10. Le Yamaha faticano sotto l’aspetto della velocità di punta, ma in quel punto della pista sono più performanti di noi, riuscendo ad avere più trazione. Sto lavorando dunque sull’aderenza al posteriore, mentre l’anteriore mi piace molto”.

Jack dimostra di essere particolarmente sul pezzo, e sottolinea come le prestazioni di ognuno in quel del Qatar non siano particolarmente indicative in ottica campionato, a differenza di quello che vedremo dal terzo appuntamento in poi.

“I tempi dei test sono sempre particolari, specie per quanto riguarda il passo: se riuscissi a replicare il tempo di oggi con gomme usate probabilmente vincerei il GP con 15 secondi di vantaggio (ride ndr). La realtà è che per la gara entrano in gioco tanti fattori in più, quindi i passi visti ora lasciano abbastanza il tempo che trovano. In Qatar inoltre molte moto sono spesso state veloci, dunque i primi indizi sui reali valori in campo in ottica campionato arriveranno quando lasceremo il Qatar ed andremo a correre su una diversa pista, dove nessuno ha provato”.

L’ultima battuta Miller la dedica al suo adattamento nel team ufficiale, ed a Pol Espargarò.

“Durante i test avevo tante persone intorno anche nel team Pramac, quindi credo che la differenza sostanziale sotto questo aspetto la vedrò soltanto durante i Gran Premi. Credo che Pol sia stato il migliore in questi test, specie in relazione al lavoro che ha svolto. Ha dovuto approcciarsi ad una nuova moto dopo alcuni anni in KTM, una senza dubbio moto particolare. Ha fatto segnare ottimi tempi e mi ha sorpreso, dato che in passato la Honda ha dimostrato di non essere una moto facile: Pol sta guidando bene e non è mai caduto, quindi è stato bravo”.

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