In MotoGP non ci si ferma mai e lavorare sul singolo dettaglio può risultare fondamentale nell'economia di una stagione che si preannuncia tiratissima.

È ciò che ha insegnato Ducati in questi anni, esasperando la ricerca nel campo dell'aerodinamica, nel tentativo di ridurre l'impennamento della moto in uscita dalle curve e migliorare l'accelerazione della moto. Sostanzialmente è questo il lavoro a cui sono demandate le ali montate sulla carena delle moderne MotoGP, alcune molto vistose, altre meno.

Ali meno vistose


Nella seconda categoria rientra la nuova aerodinamica testata in questi giorni da Stefan Bradl in Qatar: la nuova carenatura provata dal collaudatore tedesco, da come si può notare in foto, richiama forme meno vistose che in passato, più simili a quelle che possiamo vedere sulla Yamaha M1 in questi giorni di test a Losail.

L'obiettivo della Honda sembra essere quello di rendere il design il più minimale possibile, in controtendenza rispetto al design testato a Jerez nelle settimane scorse. Ecco quindi un inedito design dl frontale con alette disegnate in modo diverso in luogo del precedente "cravattino". Da notare anche delle prese d'aria aggiuntive ai lati di quella principale e che potrebbero avere la funzione di scaricare la pressione in quella zona, contribuendo a migliorare la "permeabilità" della moto all'aria a vantaggio della minore resistenza all'avanzamento.

Nelle intenzioni della Casa di Tokyo, le nuove alette dovrebbero ovviamente permettere di aumentare il carico sull'avantreno, migliorando nel contempo la resistenza aerodinamica della RC213V senza eccessive elaborazioni estetiche. 

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