A test terminati, è possibile tracciare un breve bilancio delle novità tecniche introdotte dai team della MotoGP.

Visto il congelamento dei motori imposto dal regolamento, i Costruttori si sono concentrati sulla ricerca aerodinamica, senza trascurare alcune novità telaistiche.

Ducati


Se si parla di aerodinamica, non si può che iniziare dalla Ducati. La Casa di Borgo Panigale si è presentata in Qatar con un nuovo pacchetto aerodinamico, composto da alette nella parte inferiore e superiore della carenatura. Nel nuovo design spiccano i profili che servono a "riordinare" i flussi d'aria che impattano sulla moto, convogliandoli verso il basso al fine di creare una vera e propria downforce senza aumentare il drag (resistenza all'avanzamento). L'aria, così convogliata, dovebbe accelerare nella zona bassa aumentando lo "schiacciamento" della moto al suolo. La nuova carenatura è al momento in fase sperimentale e non è detto venga usata nel corso dell'intera stagione. 

Da notare anche la presenza sulla GP21 di un secondo holeshot, stavolta montato nella parte anteriore della moto, con maggiori benefici in partenza. Il nuovo device abbassa il baricentro della moto, aumentando il carico all'avantreno nello spunto da fermo.

Honda


Anche in Honda si lavora sull'aerodinamica. La Casa di Tokyo ha testato con Stefan Bradl un nuovo design frontale con alette meno vistose e prese d'aria aggiuntive per scaricare e fendere meglio l'aria. Continuano i lavori sul telaio, comparando quello utilizzato nella stagione 2020 con quello prodotto per il 2021. È stato testato anche un nuovo forcellone con presa d'aria più grande per convogliare i flussi verso la ruota posteriore.

Yamaha


Se la concorrenza lavora, in Yamaha non stanno a guardare. Minuzioso il lavoro compiuto a Iwata nel settore aerodinamico, iniziando da un nuovo parafango anteriore montato sulla Yamaha di Fabio Quartararo, dotato di un grande apertura sulla superficie e dalla forma più sottile. Una soluzione già testata da KTM e che serve a migliorare il raffreddamento della gomma anteriore oltre a garantire più aria al radiatore. Compito demandato anche alle cover che coprono gli steli della forcella: l'aria viene pulita e convogliata verso il radiatore, raffreddando meglio il motore. Piccoli dettagli aerodinamici che possono aiutare ad aumentare il rendimento del propulsore e la velocità di punta.

Aprilia


Lavoro simile per Aprilia e KTM. A Noale hanno lavorato su un frontale dotato di superficie alare più ampia: l'obiettivo è creare maggiore carico aerodinamico, il rischio è quello di creare la moto meno agile nei cambi di direzione. A Losail si è visto anche un nuovo forcellone in carbonio. Un pacchetto che punta a spostare l'assetto della moto sull'anteriore con lo scopo di migliorarne l'azione in uscita di curva e in frenata. 

KTM


La RC16 di Mattighofen è scesa in pista a Losail con una carena che sembra più  compatta negli ingombri. Inoltre spiccava una sagomatura a forma di "denti di squalo che ha il compito di "pulire" i filetti fluidi dai vortici che possono insorgere quando l'aria "si stacca" dalle superfici della carena. Sulla moto di Dani Pedrosa è stato provato, inoltre, un parafango più ampio e un telaio evoluzione rispetto a quello utilizzato nel 2020.

Suzuki


Nessuna novità di rilievo nel box campione del mondo: Joan Mir ha testato un nuovo forcellone in alluminio, Alex Rins ha lavorato molto sull'elettronica. In Suzuki hanno già provato a Losail il motore in configurazione 2022, che a detta dei piloti conferisce quel pizzico di potenza in più che serve alla moto di Hamamatsu.

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