A pochi passi dall'inizio della nuova stagione MotoGP, Marc Marquez ha dato la notizia che non ci sarà nelle prime due gare in Qatar. Il pilota Honda, infortunatosi al braccio il 19 luglio 2020 nel GP di Jerez, ancora deve recuperare a pieno. Dopo un intero Campionato perso, tutti si chiedono adesso in che modo Marquez potrà tornare a correre. Sarà lo stesso di sempre? O qualcosa cambierà? Ma lo spagnolo, nella sua carriera di pilota, ha affrontato e superato ben altri problemi, come quando ha rischiato non solo di non poter più correre, ma anche di non vederci più.

La prima stagione in Moto2


Correva l'anno 2011 e l'allora 18enne Marc Marquez gareggiava in Moto2 con il Team CatalunyaCaixa Repsol in sella ad una Suter MMXI. Marc arrivò in Moto2 con il titolo in tasca della 125cc vinto l'anno precedente e, già da promessa del motociclismo quale si era rivelata, riuscì a vincere la prima gara nella classe di mezzo nel GP di Le Mans, quarta corsa della stagione.

Inutile dire che fu la prima di tante: in quel 2011, conquistò sette vittorie e tre secondi posti. Al suo esordio in Moto2, quindi, rischiò di vincere il campionato. Arrivati alla penultima gara dell'anno, in Malesia, successe però il fattaccio.

L'incidente in Malesia


Era il venerdì mattina di prove libere e a Sepang iniziò a piovere cogliendo di sorpresa i piloti che già si trovavano in pista: tra questi Marc. Cadderò in quattro. Bradley Smith si ruppe il polso sinistro, mentre Marquez, dopo la caduta, perse lucidità. Fu costretto a tornare in albergo e la diagnosi che i medici gli dettero inizialmente, fu un po' frastagliata: nessun osso rotto, ma un forte colpo alla cervicale con una successiva infiammazione del nervo. In poche parole Marquez ci vedeva male, quindi, gareggiare in quelle condizioni era impossibile. Fu costretto a saltare anche l'ultima gara a Valencia dove Bradl vinse il titolo. Lui arrivò secondo. Ma i problemi all'occhio destro non si risolsero: continuò a vedere doppio e i medici iniziarono a parlare di diplopia verticale, dopo che nella caduta si era procurato un edema periorbitale.

Quello che inizialmente sembrava un qualcosa di banale, diventò molto più serio. Senza che la vista funzionasse per bene, Marquez non poteva di certo andare in moto. Sebbene l'incidente a Sepang avvenne nel mese di ottobre, infatti, lo spagnolo a dicembre continuava a vedere doppio. Alla fine, il 16 gennaio 2012, il pilota di Cervera fu operato per una paralisi del muscolo obliquo superiore causato da un trauma (la caduta di Sepang) al nervo cranico.

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Dalle lacrime al trionfo


Questo fu il primo vero colpo di sfortuna che buttò Marquez a terra: “E' stato l'infortunio più difficile che abbia mai affrontato - ricorda Marc - perchè non sapevo se sarei riuscito a guidare ancora”. A distanza di qualche anno, in una conferenza stampa che si svolse a Barcellona in occasione della “Superprestigio”, gara di Dirt Track alla quale il campione spagnolo prese parte, si commosse ripensando a quell'incidente e a quel periodo in cui, come sottolineò, a soli 18 anni e con un futuro di pilota davanti, sembrava che tutto sarebbe potuto finire lì.

Marquez, seppur giovanissimo, trovò dentro di sé la forza di risollevarsi dalla sfortuna che lo aveva colpito: contro ogni pronostico, e aiutato ovviamente dall'intervento che gli permise piano piano di tornare a vedere per bene, si presentò nei test Moto2 che si svolsero a Jerez, e successivamente in Qatar, per la prima gara della stagione. Era nato il guerriero che, negli anni, abbiamo imparato a conoscere.

Tornerà e sarà ancora più forte


Nel 2012 vinse il titolo Moto2 portando a casa nove vittorie. L'anno successivo, nel 2013, fece il suo esordio nella classe regina vincendo il titolo nel suo anno da rookie con lo stupore di tutti i suoi nuovi colleghi della MotoGP e iniziando a mietere record su record. Continuò a laurearsi campione del mondo anche nel 2014, 2016, 2017, 2018 e 2019, arrivando poi al 19 luglio del 2020 in cui ha riportato la frattura dell'omero destro che gli ha impedito di correre l'intera stagione.

Marquez ancora non è a posto con il braccio. Il suo recupero procede, ma i medici gli hanno sconsigliato di correre le prime due gare della stagione. Questa settimana, quindi, non lo vedremo in griglia di partenza a Losail, e neppure la prossima. Ma siamo sicuri che il guerriero Marc riuscirà a tornare in pista e, visti i precedenti, sarà ancora più forte. I rivali sono avvertiti. Quando si tratta di combattere, Marc non è uno che si tira indietro. Il passato insegna.

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