Il weekend di Joan Mir era iniziato tra mille difficoltà di set-up e poca confidenza con la sua Suzuki, specie in fase di frenata, solitamente un punto forte del Campione del Mondo. In gara la situazione è cambiata radicalmente, permettendo al maiorchino di chiudere il Gran Premio del Qatar in quarta posizione, a un soffio dal podio conquistato in volata da Johann Zarco e Francesco Bagnaia.

“Mi sento bene, è stata una gara positiva. Ho trovato tardi il giusto feeling, ma l’importante è esserci riusciti. Ho iniziato la gara con calma, consapevole del calo che le gomme accusano su questa pista”, racconta Mir dopo il GP di Losail.

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Ducati bestiale


La rimonta di Joan, scattato dal 10° posto, poteva concludersi con un insperata seconda posizione, ma le Ducati hanno avuto la meglio proprio all’ultima curva. Sarebbe stato meglio applicare un’altra strategia, magari rimanendo dietro alla Pramac di Zarco per tutto l’ultimo giro? Mir non è dello stesso avviso. “L’ideale sarebbe stato non provare a passare Johann, ma è l’inizo della stagione e possiamo prenderci dei rischi. Se fossi finito secondo sarebbe stato magnifico, ma avevo contro due Ducati fortissime che mi hanno sverniciato in rettilineo. È stato un po' frustrante”, ammette il maiorchino, consapevole delle doti velocistiche della Desmosedici. “Le loro moto sono velocissime, ma i piloti guidano in maniera fantastica, fanno un gran lavoro per gestire la potenza”.

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Strada ritrovata


Più del risultato, quel che conta è aver ritrovato la giusta direzione dopo un weekend difficile. “Un quarto posto non è il risultato a cui ambisco, ma come ho dimostrato nell’ultimo giro, volevo ottenere il miglior risultato possibile. Sono contento per le sensazioni avvertite sulla moto, riesco a curvare come voglio, a differenze dei giorni scorsi. La qualifica è importante, ma mi è comodo partire in quarta fila (ride, ndr). Non è stato un weekend facile, si poteva notare dalla mia faccia, ma oggi abbiamo ritrovato la strada. Tardi, ma ci siamo riusciti”.

Le difficoltà accusate dal portacolori della Suzuki risalgono all’inverno, quando il tanto lavoro compiuto sulla GSX-RR ha mandato un po’ in confusione il suo box. “Durante i test provi tante cose e rischi di perderti, per qualche motivo non riuscivo a frenare la moto come piace a me. In qualifica ho spinto come un animale, ma il tempo non è arrivato. Ero frustrato. Stanotte abbiamo trovato un setting che usavamo l’anno scorso, abbiamo cambiato qualcosa, non posso dire cosa, e tutto è tornato a posto”.

Adesso sembra essere tutto ritornato come nel 2020, stagione in cui Joan e la Suzuki riuscirono a conquistare un fantastico titolo iridato. “Abbiamo lavorato benissimo, ci tengo a ringraziare Suzuki”, conclude Mir.

Appuntamento al 4 aprile, sempre in Qatar, per il secondo GP dell’anno. Sarà l’occasione giusta per verificare i miglioramenti riscontrati oggi.

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