MotoGP: critiche per la folla al GP Qatar. Andrà meglio questo weekend?

MotoGP: critiche per la folla al GP Qatar. Andrà meglio questo weekend?

Social media in fermento dopo il GP del Qatar di domenica sera, con pesanti critiche indirizzate alla folla. Ecco cosa è successo

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Le immagini che sono state mostrate in televisione hanno scatenato le critiche, soprattutto a poche ore di distanza dalla decisione del governo dell'Emirato di aumentare drasticamente le regole anti-COVID, a causa del picco di infezioni. Sia le piscine pubbliche che le palestre sono state chiuse; la capacità dei centri commerciali e dei ristoranti è stata notevolmente ridotta, oltre a vietare la presenza di bambini in queste aree.

D'altra parte, domenica le tribune di Losail erano affollate, almeno alla griglia di partenza. Le immagini sono esplicite: non c'era alcun controllo della distanza e si sono viste intere famiglie, compresi i minori, tutte ammassate... La reazione delle autorità non si è fatta attendere.

Le nuove misure


Per questa domenica, l'autorizzazione a coprire il 20% della capacità dell'unica tribuna del circuito sarà mantenuta, ma la presenza del personale incaricato di garantire la distanza di sicurezza sarà moltiplicata per tre. Ci saranno anche membri della forza speciale di polizia istituita per fornire sicurezza ai campi di calcio durante la Coppa del Mondo 2022. 

Gli stand di cibo e bevande disponibili al GP del Qatar dello scorso fine settimana, non saranno aperti questa domenica. La presenza dei bambini sarà vietata, mentre la distanza di sicurezza sarà aumentata. Una distanza che dovrà essere rispettata anche tra membri della stessa famiglia.

I precedenti


La presenza in Qatar del pubblico a un Gran Premio di MotoGP nell'era COVID non era una novità. La scorsa stagione ci sono state tre gare che hanno ammesso gli spettatori: i due GP tenuti a Misano in settembre e il GP di Francia, a Le Mans, a metà ottobre. In entrambi i casi il numero di persone ammesse era ovviamente drasticamente limitato.

In Italia sono stati pionieri, mettendo in atto un'organizzazione "tedesca" impeccabile, con accessi separati per ogni tribuna, entrata e uscita progressive, controllo severo della distanza nelle stesse, ecc. Era una dimostrazione di organizzazione e anche di coraggio da parte dei politici della regione, che hanno osato dare il via libera alla proposta dei responsabili del circuito di Misano, che hanno fatto davvero bene. Infatti, altri circuiti, come Valencia, l'hanno preso come riferimento. Ma l'arrivo della seconda ondata di COVID ha finito per rovinare l'idea di aprire Cheste al pubblico.

L'esperienza di Le Mans non è stata così positiva. Il controllo dei "motards" non è stato così efficiente come lo era stato in Italia. Le distanze di sicurezza non erano così strettamente controllate e questo ha portato, a volte, al sovraffollamento. 

Gli esempi di Losail, Misano e Le Mans servono a capire che regolando alcuni protocolli e gesendo bene il tutto è perfettamente possibile ammettere un numero limitato di tifosi ai circuiti. Tutto ciò che serve è una buona organizzazione e l'impegno degli spettatori. Vediamo come si evolverà questa parte del GP quando il campionato del mondo arriverà in Europa a metà aprile.

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