Correva l’anno 2008. Teatro del duello: Laguna Seca. Casey Stoner guidava con l’1 stampato sul cupolino della sua Ducati (qui le ultime parole di Pecco Bagnaia sulla Rossa), dopo aver compiuto l’impresa l’anno prima e aver vinto il titolo piloti con la Casa di Borgo Panigale. L’obiettivo, ovviamente era quello di riconfermarsi davanti, e le potenzialità c’erano tutte, ma avere a che fare con un Valentino Rossi in grande forma non è mai stata cosa facile, per nessun suo avversario.

Vietato arrendersi


Nelle dieci gare precedenti l’australiano aveva collezionato all’inizio risultati altalenanti, ma si presentava sulla pista americana dopo un tris di vittorie e partiva dalla pole position, inseguito dal pesarese – primo nella classifica di campionato – staccato in qualifica di quasi mezzo secondo. La lotta alla vittoria è stata fin da subito una questione solo tra loro due, che hanno dato vita ad un duello infuocato. Nessuno dei due voleva cedere. Il canguro mannaro e il pilota di Tavullia, alla guida della Yamaha, non ne volevano sapere di mollare: sorpassi, controsorpassi, mosse al millimetro che hanno dato vita ad una delle più belle pagine del motociclismo.

 

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Il sorpasso incriminato


Il culmine del duello è arrivato quando Rossi ha messo in scena un sorpasso al limite sull’iconica curva del Cavatappi, in discesa, dove per passarlo a tutti i costi ha oltrepassato il cordolo ed è passato sulla terra. Prendendo anche dei bei rischi, ma che gli permise di piazzarsi davanti alla “rossa”, dando anche una botta psicologica al rivale. In quell’istante Rossi ha vinto la gara, con superiorità e tanta fame, mentre Stoner è poi arrivato secondo, con 13 secondi di ritardo complice anche una scivolata proprio sul finale.

Rossi ha fatto scuola


Quel sorpasso ha fatto discutere, ha creato due fazioni: favorevoli e contrari. In molti ne hanno parlato, ma di fatto Rossi non ha ricevuto nessuna penalità quindi venne considerato regolare. E appena cinque anni dopo ecco che il pesarese, quello stesso sorpasso, l'ha subito. L'artefice fu Marc Marquez, peraltro al suo debutto nella top class, e quella volta toccò a lui dire addio alla vittoria.

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