Nel suo secondo Gran Premio MotoGP, Jorge Martin ha già stupito tutti. Il rookie spagnolo ha centrato la poke position sabato ed è giunto sul terzo gradino del podio domenica. Bravissimo l'ex iridato Moto3, che ha pure condotto le operazioni per ben diciannove giri, in testa: "Oggi è stata una bella sfida - spiega - e, onestamente, il mio target non era centrare un risultato da podio. Posso giurare che non sia affatto facile condurre un Gran Premio della MotoGP per così tanti giri. Sono riuscito a controllare passo e gomme, sapendo però che se qualcuno mi avesse superato, avrei dovuto chiedere di più alle coperture. Quartararo mi ha passato, poi anche Zarco. Peccato, ho perso la seconda posizione nel finale".

Persa a favor del tuo compagno di squadra.

"Ah, ma se davanti non mi fossi ritrovato Zarco, avrei provato un attacco deciso. Se Johann era un altro pilota e non mio compagno di team, ci avrei provato al 100%. Ma non aveva senso rischiare di cadere. Adesso lui è leader del Mondiale, sono contento per la squadra. E sono pure contento del mio podio".

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Stile di guida a preservare gli pneumatici


Jorge piega come un matto, garantendo alla sua Desmosedici una velocità in curva notevole. Quale è il segreto? Questione di stile e tecnica: "Quando percorro traiettorie particolarmente tonde, se voglio aprire presto il gas devo piegare di più - svela - risultando esigente con le gomme. Io sono forte in accelerazione, però è meglio che io freni forte, pieghi al limite per un istante, per poi aprire tutto. Mi manca ancora un po' di velocità".

Hai guidato la Ducati solo in Qatar. Sarà un problema affrontare le altre piste?

"Io sono un rookie, il mio obiettivo è la top ten e ho girato con la MotoGP solo in Qatar. Dunque, qui a Losail ho fatto bene, con pole e podio. Ma il mio obiettivo rimane lo stesso: imparare dagli altri. Oggi non è stato possibile farlo, perché quando si è in testa, non si riesce ad imparare dagli altri. Comunque, in due weekend ho imparato a gestire gomme, benzina e psicologia. Avere alle calcagna questi 'cani' non è facile. Penso di aver fatto una gara da 10, perché terzo al mio secondo Gran Premio significa che posso andare ulteriormente avanti". A Portimao e Jerez voglio entrare nei primi 10, magari nei primi 6 al Mugello".

Ti aspettavi una MotoGP facile o difficile da guidare?

"La moto non è più difficile di quanto immaginassi. Inoltre, io mi sono adattato subito. Quando si provava a Valencia, a Jerez, in Malesia, si avevano più possibilità di imparare. Io, invece, ero veloce immediatamente e già in Qatar, l'unica pista in cui ho effettuato test. Dovrò abituarmi anche agli altri tracciati".

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