Alzi la mano chi dopo Losail 2019 (perché quella dell’anno scorso non si è disputata) aveva pensato che quella conquistata da Dovizioso sarebbe stata l'ultima vittoria della Ducati sulla pista qatariota. Eppure le premesse per quest’anno erano ben diverse…

Una pista favorevole, con un rettilineo infinito sul quale sprigionare tutti i cavalli della Desmosedici 2021, un team giovane (Miller e Bagnaia, promossi entrambi dal team Pramac e dati per vincitori in entrambe le gare) e voglioso di ripartire proprio da quel risultato, per scrivere un nuovo capitolo della storia di Ducati nell’affannosa ricerca di un titolo che manca addirittura dal 2007, nonostante il Costruttori centrato lo scorso anno. 

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La doppia a Losail


La realtà dopo le due gare di Losail purtroppo è ben diversa da come i vertici di Borgo Panigale, lo stesso team factory ed i tanti tifosi della Rossa se l'erano prefigurata. Ad oggi Dovizioso rimane a tutti gli effetti l’ultimo ducatista ad aver vinto sulla pista qatariota e questa è una verità che fa male al team, uscito sconfitto in entrambe le gare dalle Yamaha di Vinales e Quartararo nonostante il grande potenziale messo in mostra.

Un team interno che era chiamato a dominare entrambe le gare e fare doppietta viste le premesse dei test di inizio marzo e le sessioni di libere ma che in realtà si trova con un pugno di mosche in mano, costretto ad inseguire il team Pramac che ad oggi è la vera rivelazione del campionato

Pole e terzo posto di Bagnaia a Losail 1 ed una gara generosa dello stesso Pecco ieri (Miller purtroppo è un caso a parte) non sono certo quello che si aspettavano in Ducati, consci di avere una moto estremamente performante ma che pecca ancora di qualche problema sul consumo delle gomme verso la fine della gara come si è visto domenica scorsa e ieri con Bagnaia e Martin. 

La gara di domenica ha poi messo in chiaro alcuni aspetti piuttosto preoccupanti per il team ufficiale, ovvero: Pramac attualmente più in forma e Zarco in testa alla classifica; la poca lucidità di Miller in alcune situazioni (vedi la bagarre con Mir e la carenata allo spagnolo); e la generosità di Bagnaia, croce e delizia al momento del pilota piemontese.

Urge quindi un cambio di passo per il team factory a cominciare dalle gare europee e Portimao in primis per dare un senso a questo inizio di mondiale al di sotto delle proprie potenzialità altrimenti Dovizioso resterà sempre la pietra di paragone ed un macigno invalicabile per i suoi successori.

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