Il Gran Premio della Comunità Valenciana 2006 è passato alla storia per un’impresa tanto leggendaria quanto irripetibile: stiamo parlando dell’incredibile successo ottenuto da Troy Bayliss, alla prima e unica apparizione in quella stagione in sella a una MotoGP.

Una vittoria che in pochi riescono a spiegarsi razionalmente ancora oggi, ma che trova giustificazione nel talento di un pilota generoso, sempre capace di buttare il cuore oltre l’ostacolo.

Chiamata last minute


È l’ottobre di un’annata che per Troy Bayliss si è già rivelata essere trionfale: l’australiano ha conquistato da pochi giorni il secondo Mondiale in Superbike, al suo ritorno tra le derivate di serie dopo l’esperienza nel Motomondiale.

Nel frattempo, la stagione della MotoGP volge al termine, con il circuito di Valencia teatro dell’ultimo atto della sfida tra Valentino Rossi e Nicky Hayden. Appuntamento al quale Sete Gibernau, compagno di box di Loris Capirossi, non può partecipare: è qui che a Borgo Panigale nasce l’idea di richiamare Troy, subito pronto ad accettare l’ennesima sfida della sua carriera.

Per il fenomeno di Taree si tratta di un ritorno in top class, una classe che in precedenza gli aveva riservato ben poche soddisfazioni, con soli 4 podi raccolti tra il 2003 e il 2005. Ma, questa volta, andrà in maniera molto diversa.

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Niente paura


Sulla carta, tutto gioca a sfavore di Bayliss, che non guida una Desmosedici dal 2004, ora equipaggiata con gomme Bridgestone mai testate e totalmente diverse da quelle utilizzate in Superbike. Incognite che non spaventano Troy, capace di guadagnarsi il secondo posto in griglia durante le qualifiche del sabato alle spalle di Valentino Rossi.

Arriva la domenica ed è il momento della gara: dopo un warm up non brillante, Bayliss scatta benissimo alla partenza e si prende la testa della corsa. Il tutto, mentre Valentino Rossi arranca, cade, salutando ogni speranza iridata. Un regalo insperato per Hayden, che gestisce la sua gara alle spalle del gruppo di testa.

Ma lo spettacolo è tutto in testa alla corsa: Troy spinge, non curandosi di ciò che sta accadendo alle spalle, pensa a scrivere un'altra pagina della sua leggenda. Lo fa vincendo la gara valenciana, diventando l’unico pilota nella storia a vincere un GP in MotoGP e Superbike nel corso della stessa stagione. Un’impresa ancora imbattuta, una vera e propria rivincita nei confronti di chi ritiene i piloti SBK inferiori a quelli del Motomondiale.

Addio con vittoria


“È stato un fine settimana molto duro”, commenta Bayliss a fine gara. “È una vittoria speciale, perché ho iniziato con il progetto Ducati in MotoGP, insieme a Loris, e tornare con questo risultato è fantastico”.

Sarà l’ultima apparizione di Troy in MotoGP, prima di tornare in Superbike e conquistare il suo terzo e ultimo titolo mondiale nella stagione 2008. Anche lì l'australiano si ritirerà da vincente, grazie al successo ottenuto a Portimao nell’ultima tappa del campionato.

Perché a uno come Bayliss, l’eroe dei due mondi, il destino non poteva certo concedere un finale diverso.

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