Sono gli uomini dotati di coraggio a firmare le grandi imprese, nella vita come nel motorsport. In questa categoria possiamo annoverare, senza alcun dubbio, Loris Capirossi, pilota dalla grande forza di volontà e tra i primi - se non il primo - a credere nel progetto Ducati in MotoGP.

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Capirex-Ducati, amore a prima vista


Era il 2003 quando la Casa di Borgo Panigale fece il suo debutto nella neonata MotoGP, con un anno di ritardo rispetto alla concorrenza. Telaio a traliccio e motore desmodromico erano i pilastri della GP3, moto bellissima e aggressiva, che si rivelò veloce fin dai primi chilometri in pista.

La GP3 faceva letteralmente paura: in uscita dalle curve era perennemente di traverso, in alcune fasi bastava ruotare la manopola del gas per vederla scuotere, quasi fosse un toro imbizzarrito.

Eppure Capirossi riuscì a domarla, praticamente da subito. Dopo il miglior tempo ottenuto nei test IRTA svolti a Barcellona, nel marzo 2003, l'imolese si presentò a Suzuka, prima gara dell'anno, consapevole della competitività sua e del mezzo. In Giappone colse subito un ottimo terzo posto, alle spalle di Valentino Rossi e Loris Capirossi, nella domenica del terribile incidente di Daijiro Kato. Seguirono tre ritiri, prima del secondo posto ottenuto nel Gran Premio del Mugello, pista dove la Ducati mostrò al mondo l'incredibile velocità di punta della Desmosedici.

Il colpaccio di Barcellona


Barcellona diventò l'occasione perfetta per puntare al bersaglio grosso, ovvero alla prima vittoria in top class per il team italiano. Scattato dalla seconda posizione in griglia, Capirossi diede vita a una lotta a due con Valentino Rossi, partito dalla pole ma che in gara dovette sudare sette camicie per contenere la potenza del motore desmo. Dopo un alternarsi in testa alla corsa, a 8 giri dalla fine accadde il colpo di scena: Rossi andò fuori pista, nel tentativo di tenere alle spalle Capirex, spalancando così le porte del successo al numero 65. 

Il Dottore mise in atto una rimonta furiosa, che gli permise di risalire fino alla seconda posizione finale. Ma Loris e la sua Rossa erano, ormai, irraggiungibili: per entrambi fu la prima vittoria nella classe MotoGP, un risultato che mancava a un binomio italiano dal 1976.

"La mia ultima vittoria è stata nel 2000, quindi potete immaginare quanto possa essere felice oggi. Penso che sia una delle più belle della mia carriera. E' anche un bel premio per la Ducati, per la Marlboro e per tutta la squadra", dichiarò Capirossi a fine corsa. "La gara oggi è stata incredibile, specialmente all'inizio quando giravo con Valentino. Il passo non era così veloce ma dopo il suo errore sono riuscito a passare. Quando l'ho visto uscire ho dato il 100%. Biaggi mi stava riprendendo ma, a tre giri dalla fine quando mi sono girato, non ho visto più nessuno. La mia lavagna mi segnalava che Rossi stava risalendo ma io ho continuato a tirare per gli ultimi due giri. Grazie a tutti quelli che hanno creduto in noi, questa giornata è stata fantastica".

Fu una bella rivincita sia per il tre volte campione del mondo, dopo un 2002 difficile in sella alla Honda del team Pons, che per la Ducati. Grazie a quel successo, infatti, gli uomini di Borgo Panigale riuscirono a dimostrare ai colossi giapponesi che un piccolo Costruttore italiano poteva dare loro filo da torcere.

Un'impresa che sarebbe stata impossibile, senza la determinazione del pilota di Borgo Rivola. 

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