MotoGP, Dovizioso: “Ho ancora la mentalità da pilota, ma non penso al futuro”

MotoGP, Dovizioso: “Ho ancora la mentalità da pilota, ma non penso al futuro”

"Dopo il secondo test io ed Aprilia ci siederemo davanti ad una bistecca e parleremo. Ho lavorato tanto sulla posizione in sella, è la prima cosa da curare prima di spingere: la moto ha una buona base"

Una volta ancora, i nomi più caldi di questi giorni sono senza dubbio quelli di Marc Marquez ed Andrea Dovizioso. E se il primo ha fatto parlare di sé per il suo ritorno in pista, il secondo ha fatto un qualcosa di simile, completando nella giornata di oggi la sua prima tre giorni di test con Aprilia in quel di Jerez.

“La base della moto è buona - apre Andrea - ed ha lati positivi ed altri negativi, che poi vanno messi insieme nell’arco del weekend di gara. La prima cosa che mi ha colpito dopo tanti anni sulla stessa moto è la posizione in sella, sulla quale mi sono concentrato tanto e dovrò ancora concentrarmi. Da fuori non puoi percepire i dettagli di una moto, anche se ci corri contro e sei un pilota analitico, e questo test me lo ha dimostrato ancora una volta. Salire su una MotoGP è sempre pazzesco, la sua potenza e le sensazioni che trasmette sono uniche”.

Andrea insiste non poco sull’aspetto legato alla posizione in sella, che sembra aver occupato i suoi pensieri per tutto l’arco della tre giorni. Un qualcosa che a qualcuno può far tornare in mente le tante richieste avanzate da Lorenzo in questo senso durante la sua avventura in Ducati.

“I tanti cambiamenti fatti da Lorenzo non sono collegati con i suoi risultati, a dispetto di quello che dicono molti, ma a parte ciò è palese che la prima cosa da cercare in sella è la comodità, che ti permette poi di spingere. Ci sono due aspetti: il primo è legato al sentirti comodo in basse alle tue leve, l’altro è trovare la posizione giusta in base a quello che ti chiede la moto. Non devi estremizzare solo il primo aspetto, perché devi andare dietro alle richieste della moto, quindi è un doppio lavoro che richiede tempo”.

Dovizioso: "Dopo il secondo test penserò al futuro"


Al di là delle aree di lavoro toccate dal forlivese in questo test, l’attenzione non può che essere catturata dal capitolo futuro, dato che è stato ufficializzato un secondo test per le giornate dell’11 e 12 maggio al Mugello. Il possibile prologo di una wild card?

“Non ho parlato con Aprilia per quanto concerne il post secondo test, abbiamo solo convenuto che avrebbe avuto senso fare un secondo test su una pista come quella del Mugello. Magari dopo quel test andremo a mangiare una bistecca e ne parleremo, ma ora è presto e non ci sto pensando, anche conoscendo le dinamiche della MotoGP. Prendere decisioni affrettate non è mai stato il mio modo di fare”.

Un’altra opzione per Andrea potrebbe essere quella di restare alla finestra per eventuali sostituzioni, un qualcosa che però non sembra (giustamente) stuzzicare più di tanto l’appetito di Dovi.

“Non voglio fare qualcosa tanto per fare, ma ovviamente sono aperto a tutte le possibilità vista la mia situazione attuale. Al momento quello che ho sul tavolo è solo un altro test al Mugello con Aprilia, che in queste settimane avrà tempo di fare alcune modifiche sulla base delle mie indicazioni sulla posizione in sella”.

Discorso analogo per quanto concerne il ruolo di collaudatore, ricoperto ora per altri marchi da vecchie conoscenze di Dovizioso come Pedrosa e Crutchlow, presenti anch’essi a Jerez.

“Non ho pensato al ruolo di collaudatore perché ho ancora la mentalità da pilota. Dani è diventato un tester, con il conseguente approccio che lo rende utile per KTM. Ho parlato anche con Cal, ed anche lui l’ho trovato leggermente diverso a livello di mentalità: quando cambi modalità ed entri in quella del collaudatore tutto è diverso”.

"Aprilia ha fatto un decisivo passo in avanti"


Ovviamente non manca chi cerca di scovare in Andrea un pizzico di rammarico per non aver accettato prima la sella dell’Aprilia, per disputare dunque già questa stagione da pilota titolare.

“Credo che le cose stiano andando nel modo giusto. Aleix ha dimostrato che la moto ha del potenziale, ed Aprilia sta dando tutto: quest’anno sono riusciti a fare un passo avanti importante e forse decisivo, specie considerando il grande equilibrio che c’è nella MotoGP attuale”.

In conclusione Andrea rigetta qualsiasi ragionamento sia legato al tempo sul giro, sia legato a possibili comparazioni tra la RS-GP e le varie moto guidate dal forlivese prima della Ducati.

“Non ha senso parlare del tempo sul giro al momento, dato che mi sono concentrato solamente sulla posizione in sella. Le MotoGP sono cambiate tanto negli ultimi anni, specie sotto l’aspetto dell’elettronica, quindi i miei paragoni con altre moto che non siano la Ducati credo lascerebbero il tempo che trovano”.

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