Ieri ha sorpreso, oggi si è confermato. Nella sua prima qualifica dopo nove mesi di stop forzato Marc Marquez è riuscito infatti a conquistare una casella in seconda fila (6°), ottenendo dunque risultato dal valore difficilmente calcolabile, tanto che ha colto un po’ di sorpresa anche lo stesso Marc.

“Non immaginavo di essere così avanti in classifica. Quando ho visto che ero sesto a due decimi dalla pole ero sorpreso: vedo che le cose stanno andando bene, ma non saprei dire perché. Mi sono sentito peggio oggi rispetto a ieri - spiega Marc - ma è un qualcosa di naturale che sia io che i medici ci aspettavamo. La cosa importante è il fatto che l’osso non mi crea dolore, ma ovviamente i muscoli stanno faticando non poco, dato che il braccio destro ha meno massa muscolare rispetto al sinistro: ho dato tutto in tre occasioni tra FP3, Q1 e Q2”.

I risultati dello spagnolo sono la conseguenza del miglioramento costante delle sue sensazioni in moto, che gli hanno permesso di iniziare già da oggi a modificare la proprio Honda in base alle sue esigenze.

“La confidenza in sella è cresciuta molto in questi due giorni. Nelle prime tre sessioni ho guidato con un assetto di base, ma poi ho capito che ero pronto per iniziare a provare delle modifiche: ho iniziato a lavorare sulla moto per ottenere ciò di cui ho bisogno al momento, ed il passo avanti è stato importante già in FP4, così come nelle qualifiche”.

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"La gara è il mio grande punto di domanda"


Non è tutto rosa e fiori però per il 93, cosciente di avere ancora uno stile di guida non del tutto uguale a quello inconfondibile sfoggiato fino all’appuntamento di Jerez dell’anno scorso.

“La principale differenza rispetto al passato al momento riguarda la mia posizione in sella, che non è del tutto corretta e non mi permette di spingere come vorrei con le braccia. Nelle curve a sinistra ho iniziato a sentire l’anteriore come voglio, ma in quelle a destra non ancora: sia io che il team siamo consapevoli che al momento devo cercare un assetto che vada incontro alle mie necessità attuali, ma poi dovrò cambiarlo in base ai miei miglioramenti fisici”.

Un altro punto dolente, probabilmente il più importante, riguarda la gara di domani, che sicuramente sottoporrà Marquez ad un incredibile sforzo fisico. Un pensiero che impedisce a Marc di dire con l’assoluta certezza che terminerà la corsa.

“La gara è il mio più grande punto di domanda, dato che 25 giri sono lunghi. Vorrei poter dire che mi godrò la corsa ma so già che così non sarà: sono consapevole che soffrirò, ma questa è la situazione ed occorre agire di conseguenza. Ritirarmi? Non sono sicuro al 100% di terminare la gara, anche se sono qui perché penso di poterlo fare. Con quale ritmo potrò farlo non lo so: domani farò pochi giri nel warm up per verificare che tutto vada bene, per poi fare la gara e capire. Credo che raccogliere cinque punti o zero non cambi molto la mia situazione attuale”.

L’ultimo pensiero infine lo spagnolo di Cervera lo dedica a Joan Mir, che non ha nascosto il suo fastidio per il fatto di essere stato seguito da Marquez durante la Q1.

“Credo che il giro più lento che ho fatto in Q1 sia stato due o tre secondi più lento di un giro normale, quindi nulla di strano. Posso capire che ad un pilota possa dare fastidio essere seguito, ma a me è successo tante volte quando ero in forma, mentre oggi ne avevo bisogno io. In tutto il weekend ho girato solo, ma nella Q1 avevo bisogno di capire alcune cose seguendo un altro pilota, ed ho potuto seguire il Campione del Mondo. Ci siamo incontrati lungo nei box, ed è successo lo stesso poi con Rins, credo sia un qualcosa di normale nel motociclismo, specie se torni da un lungo infortunio”.

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