Il rientro di Marc Marquez è stato uno degli argomenti che più hanno tenuto banco nel lungo weekend portoghese. E c'è un perchè: assente dal mondo delle competizioni da 265 giorni a causa dell'infortunio al braccio, nessuno sapeva cosa aspettarsi veramente dal suo rientro in pista. Chi ipotizzava che avrebbe vinto da subito, chi non avrebbe completato neppure la gara. E invece Marquez, è riuscito a chiudere con il settimo piazzamento e anche come prima Honda all'arrivo.

Lacrime di liberazione

“Di solito sono una persona che si tiene dentro le emozioni – ha detto ai microfoni di Sky – ma oggi, rientrato al box dopo la gara, non sono riuscito a controllarmi”. L'otto volte campione del mondo, infatti, una volta che ha tolto il casco è scoppiato in lacrime: “Questo è stato un weekend diverso – ha aggiunto – rispetto ad ogni altro che ho avuto in carriera. Abbiamo fatto un passo molto importante e non solo per la mia carriera di pilota, ma anche in quella che è la mia vita. Non ho pianto per dolore, ma per tutto questo tempo in cui non ho potuto correre, per il Team. Penso che alla fine sia stato un bel weekend, il risultato non era importante. La cosa importante invece è stata che mi sono risentito pilota. Ancora ho tanto da lavorare perchè in gara ho fatto molta fatica, in ogni caso sono felice”.

 
 
 
 
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“Non ho guidato come avrei voluto”

Marquez infatti, nonostante sia rientrato, ha ancora molti aspetti da sistemare sulla moto, ma soprattutto deve riuscire a tornare al 100% della sua forma fisica: “Non sono riuscito a guidare come guidavo prima – ha proseguito – l'unica volta in cui ho guidato come piace a me è stato durante le qualifiche e solo per un giro. Se guidavo come avrei voluto io dopo tre giri sarei stato completamente distrutto. Ho fatto una buona partenza, ma gli altri piloti si sono approfittati di me. Io non avevo il ritmo, quindi è stato normale. Il movimento del braccio ancora non è al 100%, faccio fatica. Il tricipite mi fa male e non lavora come deve lavorare. In più non posso usare il gomito a terra come piace a me, ma per adesso è così. Io l'avevo detto fin dall'inizio. Sarei arrivato a Portimao per fare il passo più importante del recupero ma il recupero ancora non è finito e non finirà neppure a Jerez. Ci vorrà tempo, dopo nove mesi in cui ho tenuto il braccio attaccato al corpo è difficile, ma piano piano e soprattutto anche a livello mentale mi sto liberando. E questa è la cosa più importante”.

“Ancora il recupero sarà lungo”

Ecco che il pilota Honda ha parlato poi del tipo di allenamento che lo attenderà nei prossimi giorni e mesi: “Quello che mi manca adesso – ha concluso - è continuare a lavorare in palestra e in moto. Mi serve andare in moto, e per i prossimi mesi che arriveranno potrò fare molto nel weekend di gara. A casa non potrò fare molto, ne abbiamo parlato con i dottori. Posso fare palestra. L'osso è a posto ma lo stress sull'osso non può essere eccessivo, quindi farò un po' per volta. A metà stagione penso che mi potrò allenare a casa in modo più normale”.

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