Prima il record di velocità – 362,4 km/h nelle quarte libere del GP Qatar – poi la testa della classifica della MotoGP. È stato un grande momento per Johann Zarco dopo il Qatar, eppure non sono in pochi ad aver sbagliato giudizio sul suo conto, ultima in ordine di tempo la KTM, che lo liquidò dopo l’11° posto al GP San Marino 2019.

"L’obiettivo era finire la stagione e rimanere professionali fino alla fine invece Pit Beirer, il responsabile, mi ha telefonato dicendomi di non andare ad Aragón. Mi ha detto che preferivano fermarsi subito e prendere Mika Kallio come pilota. È comprensibile, ma anche difficile da digerire" spiegò Zarco alla stampa che riportò, con un po’ di malizia, i suoi pensieri: "Ora sono libero di trovare nuove opportunità e penso di essere ancora in grado di fare grandi cose in MotoGP. Ho un sogno e cercherò di avere tutti gli strumenti per raggiungerlo".

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Dopo aver saltato tre GP, rientrò con il team di Lucio Cecchinello per rimpiazzare Takaaki Nakagami, fermo per l’intervento alla spalla. In tre gare con la Honda conquistò però tre punti e nemmeno i suoi colleghi credevano nelle sue potenzialità, specialmente quando si parlò di un suo approdo accanto a Marc Marquez. Cal Crutchlow: "È stupido continuare a pensare che Zarco possa sostituire Lorenzo sulla Honda. Molte persone lo sperano, ma mettere Johann nel team ufficiale sarebbe una scommessa molto rischiosa. Adesso Jorge ha dei problemi, ma quando tornerà competitivo probabilmente sarà più veloce di Zarco".

Ancora più duro Aleix Espargaró: "Non credo che Zarco meriti di entrare nella squadra Honda factory perché non ha dimostrato professionalità. Se guardiamo quanto ha fatto, lasciare la KTM ha rappresentato una mossa poco seria. Tutti i piloti sanno che c’è da soffrire durante lo sviluppo di una moto. Io e Pol meriteremmo il doppio di quanto preteso da Johann se il punto della questione è una Honda ufficiale. Io e mio fratello ci siamo sempre impegnati duramente, senza abbandonare gli impegni sottoscritti".

Era finito nel dimenticatoio quanto Zarco aveva saputo fare al suo esordio in MotoGP nel 2017, un salto compiuto dopo aver conquistato due Mondiali consecutivi della Moto2: sei giri al comando e giro più veloce in Qatar, al debutto in top class, podio in Francia, pole ad Assen. Nei primi 11 giri del GP Olanda fu anche al comando, ma poi fu infilato da Valentino Rossi. Nel tentativo di riprendersi la posizione il francese lo colpì sulla tuta e così a fine gara il Dottore si tolse un sassolino dalla scarpa davanti alle telecamere di SkySport: "Oggi ho capito che Zarco non è cattivo, è che proprio non è capace, non capisce la distanza con le altre moto". Quel giorno il transalpino, complice un rientro ai box per cambiare moto alle prime gocce di pioggia, finì 14°. Rossi invece vinse e ancora oggi quello è il suo ultimo trionfo in MotoGP.

Gli esordi


Altri invece hanno intuito le sue incredibili doti, a partire dai selezionatori della prima edizione (nel 2007) della Red Bull Rookies Cup, che vagliarono 1100 giovanissimi per sceglierne 20. La prima gara si svolse a Jerez, in occasione del GP Spagna: "Era la prima volta che assistevo a un GP - raccontò Johann - c’erano quasi 200mila spettatori. Ottenni il
secondo tempo in prova e il terzo in gara". Vinse Lorenzo Savadori con il povero Luis Salom 2°. Quarto lo svedese Robert Gull, che poi disputerà un unico GP ma si toglierà la soddisfazione di realizzare il record del Mondo di velocità in impennata sul ghiaccio, toccando i 206 km/h.

Zarco (nella foto di copertina) si aggiudicò il campionato con quattro successi e sette podi in otto gare ma a credere in lui sono stati soprattutto gli italiani: prima il Team Gabrielli con cui il 22 giugno 2008 vinse a Vallelunga una gara della Coppa Italia 125 Sport, poi il WTR San Marino Team di Loris Castellucci e Matteo Napolitano che lo fece esordire nel Mondiale. Quindi Giampiero Sacchi che con Iodaracing lo aiutò a cogliere i primi podi in Moto2. E infine Gigi Dall’Igna: "Nel 2019 mi convinse a restare in MotoGP, lui spinse (per l’accordo con Avintia, nde) chiedendomi di avere fiducia in lui. Aveva ragione".

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