MotoGP Spagna, Marquez: “Starò a casa quando non sarò più competitivo”

MotoGP Spagna, Marquez: “Starò a casa quando non sarò più competitivo”

Il pilota Honda in conferenza stampa ha parlato dei miglioramenti che deve fare in sella alla moto, del cambio generazionale che c'è stato in MotoGP e anche del “caso social” che ha colpito Vinales: “Dal 2015 ho cambiato pagina...”

Marc Marquez riparte da Jerez con gli stessi obiettivi della gara in Portogallo: trovare sempre maggiore adattamento con la Honda ma senza forzare troppo per prevenire la sua condizione fisica. Sul tracciata andaluso, poi, ha tanti bei ricordi, ma anche uno molto brutto che risale proprio allo scorso anno quando cadde e s'infortunò il braccio.

Gli obiettivi per il GP di Jerez


“Portimao è stato un weekend speciale per me - ha detto lo spagnolo - da ogni punto di vista. Qui a Jerez mi sembra che tutto sia più calmo, sarà un weekend normale. Le mie condizioni fisiche sono simili alla gara scorsa, ma spero di guidare meglio dalle FP1 e l'obiettivo è essere costanti. Ho bei ricordi su questo tracciato ma anche brutti, quelli positivi però sono di più. Il mio obiettivo per il weekend? Guidare bene, accumulare chilometri in sella alla Honda e trovare la posizione giusta sulla moto. Sappiamo quale è il mio limite e sappiamo dove dover migliorare”.

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“La mia posizione non è giusta”


Il pilota Honda ha quindi approfondito l'aspetto legato alla sua posizione in moto, assunta dal suo rientro dopo l'infortunio: “Da Portimao ad oggi – ha proseguito - mi sono allenato un po', ho fatto un po' di palestra e bici ma sempre in modo leggero perchè il corpo mi chiedeva di rallentare. Ho preso tanti antibiotici in questo periodo e mi hanno debilitato a livello fisico, quando li smetterò andrà sicuramente meglio. Ho riguardato anche la gara e la mia posizione sulla moto non è quella giusta soprattutto nelle curve a destra, il gomito non è dove dovrebbe essere. È strano dire queste cose ma devo fare chilometri sulla moto ho bisogno di tempo e di fare giri perchè la mia condizione migliori. Ho anche visto che all'inizio mi hanno superato tutti da tutte le parti”.

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Sul cambio generazionale


Marquez ha poi parlato del baby prodigio Pedro Acosta: “Abbiamo parlato - ha raccontato - e devo dire che sta guidando benissimo e i risultato lo dicono. Gli ho detto di godersi il momento e che se domenica vincerà andrà bene, ma andrà bene anche se arriverà tra i primi dieci. A parte questo gli faccio le mie cogratulazioni perchè guida in modo incredibile spero di esserci ancora quando verrà in Motogp”.

Nel Motomondiale si può dire che ci sia stato un grande cambio generazionale, al quale Marc è però mancato per un anno: “C'è una nuova generazione è normale così, la vita va così e anche lo sport. Stanno arrivando tanti talenti dalle classi minori e ne arriveranno altri. Detto questo io mi sento sempre giovane e so che posso anche imparare dai nuovi che arriveranno. Dopo un anno tornare non è facile, alcuni hanno cambiato stile di guida. Per adesso, però, mi sento ancora competitivo ma arriverà il momento in cui deciderò di ritirarmi. Quando non sarò più competitivo starò a casa”.

“Dal 2015 ho cambiato pagina...”


Infine sul “caso Vinales”. Il pilota Yamaha dopo la gara in Portogallo ha deciso di cancellarsi da Twitter per i troppi attacchi subiti dai suoi followers: “Grazie ai social - ha concluso - riesci ad essere vicino ai fan e alle persone, ma hanno anche un aspetto negativo quando vanno a toccare la tua personalità. Non mi piacciono gli haters, ci vorrebbe una carta d'identità per dimostrare chi si è. Per questo motivo io non li leggo e non li uso tanto. Se ho commenti importanti, c'è una persona che mi dice cosa leggere. Dal 2015 ho cambiato pagina, so che i social ci sono ma non gli dedico troppo tempo.”

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